Elezioni politiche 2018, ossia il banco vince sempre

Alcune ipotesi sulle elezioni politiche 2018. Ma, cosa ci volete fare… questa è la democrazia del prendere o lasciare!

 

Ricordiamo le precedenti elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013, sotto l’egida di Calderoli, inteso come legge elettorale porcellona, poi giudicata incostituzionale. Dovrebbe essere facile rammentare, persino per l’Italia smemorata, perché sono passati a malapena cinque anni e il dopo-Monti in continuità con Monti non è ancora finito, se l’austero programma neoliberista che moltiplica poveri, disoccupati, sotto-occupati come se fossero pani e pesci è sempre nell’ agenda dei govern(icch)i, passati, presenti e futuri.

Il Partito degli onesti

Se l’onestà è fine a se stessa andremo tutti in paradiso dopo essere morti di fame

È strano che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina e chirurgia, forniti di occhio clinico e di abilità operatorie, nelle cose della politica si chiedano, invece, non uomini politici, ma onest’uomini, forniti tutt’al più di attitudini d’altra natura.
B. Croce

 

La politica italiana, per gestire quei pochi spazi che le sono stati lasciati, avrebbe di sicuro bisogno di un partito di onesti, ossia di gente che si ponesse con onestà al servizio del mandato che gli è conferito, e che con onestà lo eseguisse. Che si ponesse cioè con onestà nei confronti dei contenuti politici e che con onestà cercasse di raggiungerli. Una volta gestiti al meglio quei pochi spazi, occorrerebbe che questo partito tentasse, sempre con onestà, di recuperare alla politica i troppi spazi che l’economia le ha portato via.

Quello che si ha da tempo ormai è invece un “partito degli onesti”, che pone cioè l’onestà al posto dei contenuti politici. Perdendo così di vista, in definitiva, la politica sostanziale, in favore della ricerca dell’onestà assoluta.

I miracoli renziani e l’anno zero del lavoro

Un milione di posti di lavoro: disoccupazione, precarietà e sfruttamento   

Con la fine della legislatura, le elezioni di marzo porranno fine ad una lunga stagione di governi nominati, cioè non eletti dal popolo, ma imposti dalla governance europea e da presidenti della repubblica compiacenti, iniziata con il varo del governo Monti nel 2011 e protrattasi nell’ultima legislatura? Certamente no. In questa Italia tripolare, difficilmente emergerà una maggioranza in grado di formare un governo. Con tutta probabilità si verificherà una disfatta del PD e del centrosinistra, a causa degli scandali bancari e del malcontento largamente diffuso nella popolazione, generato dalle diseguaglianze sociali, dalla disoccupazione e dalla accentuata precarietà del lavoro. Ma non esistono forze politiche in grado di proporre progetti politici alternativi al modello liberista imposto dalla UE.

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