Accogliamoli tutti

 

 

 

 

 

 

 

I primi ad esserne felici dello stop all’immigrazione sarebbero proprio i migranti, costretti a spostarsi alla ricerca di un futuro migliore. 

 

Una mattina mi son svegliato, e ho trovato l’invasor

 

 

“È il cuore del Piemonte, quello aspro e severo

come solo la montagna sa essere e non è

davvero un posto per tutti. È uno di quei posti

dove vai solo per due motivi: o per lasciare il

rumore del mondo, oppure per combattere”.
G. Ruotolo

 

Montoso, località a metà strada tra Cuneo e Torino, è davvero “il cuore del Piemonte, quello aspro e severo”. Nelle parole del partigiano che aprono questo articolo, viene rimarcato che vi si può andare solo per isolarsi o per fare guerriglia. Di sicuro, non per integrarsi.

Un futuro giallo – verde per l’Italia?

 

La democrazia avanzata occidentale, di matrice liberale, è lo strumento di dominazione politica dell’Alta Finanza assolutista sui popoli, che devono votare, replicando il rito del voto democratico, solo nel senso desiderato dai mercati 

 

La vicenda politica italiana, drammatica e poco trasparente, presenta molti rischi e incertezze per il futuro più prossimo e, a ben vedere, un solo aspetto sicuramente positivo: l’emersione, durante le convulsioni della crisi, di tre verità incontrovertibili, fino ad ora nascoste con ogni mezzo dalla politica e dai media alla maggioranza della popolazione.
Le verità emerse in piena luce, dal 4 di marzo a oggi, sono le seguenti:

1) La democrazia avanzata occidentale, di matrice liberale, è lo strumento di dominazione politica dell’Alta Finanza assolutista sui popoli, che devono votare, replicando il rito del voto democratico, solo nel senso desiderato dai mercati, come ha detto in modo fin troppo chiaro il commissario tedesco ue al bilancio Oettinger. I mercati imporranno il voto nel senso voluto agli italiani ed è questa la realtà democratica, al netto delle fantasie per gonzi propinate da politici e media al popolino. La questione è emersa in modo chiarissimo, in occasione della crisi italiana, grazie alle dichiarazioni pubbliche del commissario europeo, che sono state rivelatrici prima ancora che insultanti nei confronti degli italiani.

 

Immoral suasion

Il veto quirinalizio su Paolo Savona al dicastero dell’Economia è la cartina tornasole della sovranità limitata e della subalternità dell’Italia nel contesto internazionale

 

Il tormentato percorso della gestazione dell’esecutivo Lega-M5S, dopo l’accelerazione impressa dalla designazione congiunta da parte delle due forze politiche del prof. Giuseppe Conte e dall’incarico da questi ricevuto dal presidente della Repubblica, accettato con riserva, di formare il governo, ha subito una grave battuta d’arresto sul nome di Paolo Savona, classe 1936, indicato dalla Lega, con l’appoggio del M5S, a ricoprire la funzione di futuro ministro dell’Economia.

A mettersi di traverso è stato il Presidente Sergio Mattarella il quale, con un tenace ostruzionismo si è reso zelante interprete dei desiderata dell’Unione europea e delle principali cancellerie non troppo benevole nei confronti di un’Italia finalmente desiderosa – almeno nelle intenzioni – di riappropriarsi del proprio destino di nazione di rango e di rinegoziare le condizioni di partecipazione ai trattati economici.

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