Il monito di Draghi: un atto di aperta ostilità contro il governo gialloverde

Il monito di Draghi è un atto di aperta ostilità contro il governo gialloverde: l’Eurocrazia vuole salvare sé stessa mediante la repressione finanziaria

 

 

 

Il monito di Draghi all’Italia nei giorni scorsi “da Italia aspettiamo i fatti, le parole hanno creato danni”, si è rivelato un aperto atto di ostilità del presidente della BCE nei confronti del governo italiano. E’ ormai conclamato che l’innalzamento dello spread italiano determinatosi a seguito delle dichiarazioni non ortodosse riguardo l’osservanza dei parametri finanziari della UE del governo gialloverde non riflette i timori dei risparmiatori riguardo la sostenibilità del debito pubblico italiano. Semmai, gli atteggiamenti critici del governo populista italiano costituiscono il pretesto per innescare manovre speculative da parte dei grandi investitori quali sono i fondi di investimento esteri che, vendendo in massa i titoli di stato del debito pubblico italiano provocano rialzi dei tassi di interesse e quindi riacquistano successivamente tali titoli conseguendo rendimenti più elevati.

La sovranità non si contratta

La Sovranità – questa con la S maiuscola – è innanzitutto una concezione mentale, una attitudine psicologica, un vero e proprio stile spirituale.

Una caratteristica dell’uomo è di parlare di ciò che non c’è più, e la salute ne è l’esempio più eclatante. Quando le persone si trovano mica si riferiscono i dati della pressione buona o la regolarità delle evacuazioni, ma elencano magagne, fastidi e disturbi variegati. Lo stesso identico meccanismo è in atto per altre questioni che riguardano la vita personale e collettiva.

Si sproloquia di famiglia e di educazione da quando la famiglia è stata falcidiata dall’egoismo individualista e dall’esercizio dei più disparati diritti viziosi, e l’educazione è stata scomunicata dall’esaltazione della spontaneità e indipendenza incontrollata. Si obbliga a decine di autorizzazioni e si proibiscono le foto scolastiche in nome della privacy da quando sui social network ognuno posta le rivelazioni più oscene della sua vita corporea e psichica. Si straparla di libertà e di democrazia quando le case sono trasformate in fortini e la vita del cittadino è costretta tra telecamere, inferiate e porte blindate.

Insomma, il vuoto reale è sempre riempito da un surrogato immaginario: è la legge di natura.

TRUMP-JONG-MOON

Il Trumpangolo no, non l’avevo considerato.
(Kim Ki-duk)

Ebbene sì, sono un cinefilo e temo che, nel mio caso, sia un modo per rifuggire dalla realtà del mio orticello, quanto dalla steppa bruciata dal freddo sociale calato sul presente, come l’orda tartara, esaltata in toni bianchi e neri, del perfetto Andrej Rublëv girato dal mio caro amico Andrej Tarkovskij.
L’ho detto e non mi tiro indietro.

Chiamo amici i Penati della cultura, i Numi tutelari di una Tradizione estinta o in via di estinzione; coloro che riescono a scuotermi meglio di quanto non riesca la traduzione dell’eponimo Shakespeare (lancia che scuote… per gentile concessione di Carmelo Bene)

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