La morte della Repubblica

Mentre il governo Lega-M5S, dopo quattro mesi di oziose polemiche, vara in extremis la manovra di bilancio 2019, un libro di Marco Mori analizza scientificamente le ragioni degli “attriti” con l’Unione europea e straccia il velo di ipocrisia che avvolge il rapporto tra l’esecutivo giallo-verde e le burocrazie contabili sovranazionali. Con esiti sorprendenti.

“L’attuale bizzarra alleanza di governo tra Hobbes e Rousseau, se coronata da successo, può costituire un precedente interessante”. Così scrivemmo a giugno, poco dopo l’insediamento dell’esecutivo giallo-verde, concedendo un’apertura di credito ad un esperimento politico inedito e, sulla carta, promettente. Una benevolenza fondata sulla duplice convinzione che le forze politiche di maggioranza intendessero sinceramente dare avvio ad una nuova stagione politica caratterizzata da trasparenza comunicativa verso il popolo e confronto intransigente, ma sostenibile, nei confronti delle burocrazie contabili europee.

Il filosofo e gli “scambisti”

L’impianto teorico del libro di Fusaro “Il nuovo ordine erotico – Elogio dell’amore e della famiglia”, stabilisce una perfetta corrispondenza tra nuovo ordine capitalistico e nuovo ordine erotico nel segno della totale e globale mercificazione della sfera dei rapporti amorosi.

Qualche settimana fa, la trasmissione televisiva “Non è l’arena” di Massimo Giletti, in una sua sezione dedicata allo “scambismo” (una delle manifestazioni ritenute più trasgressive dell’erotismo dei nostri tempi), ha visto ospite Diego Fusaro, la cui presenza è stata evidentemente suggerita al brillante conduttore dall’ultima opera del giovane filosofo, Il nuovo ordine erotico – difesa dell’amore e della famiglia. Ma, considerando la disinvoltura e persino l’abilità acquisite nella sua ormai lunga consuetudine col mondo mediatico (di cui acutamente ha saputo accettare la sfida, lasciando che si giovasse anche a fini di spettacolo della sua forbita ed ostentata cultura) il professore torinese è sembrato in questa occasione come sotto tono, talora quasi impacciato nel difendere una causa forse ritenuta già persa in partenza nel confronto con due coniugi, non spavaldi a tal punto da rinunciare a nascondersi dietro vistose maschere e tuttavia fermi nel difendere da critiche, liquidate come moralistiche, una pratica erotica libera e condivisa, un particolare “gioco” tale da rinsaldare, a loro dire, in uno spirito di eccitante complicità, lo stesso solido rapporto di coppia, già caratterizzato dal sentimento e da una forte attrazione.

E’ possibile una democrazia illiberale?

E’ essenziale ricostruire la comunità, nella quale il bene comune non è subalterno a quello individuale e anzi l’individuo assume coscienza di sé proprio perché appartiene a una identità culturale collettiva.

 

La condizione storica che stiamo vivendo ha involontariamente alcuni risvolti di grande portata, data la pochezza del confronto che caratterizza il dibattito e l’elaborazione ideale, ma è comunque vero che si possono constatare delle tendenze inaspettate, in controtendenza all’annunciata “fine della storia”. Come in ogni momento di transizione, non è possibile prevedere con certezza quali scenari si andranno a imporre nel futuro, ma una cosa è oramai certa: la globalizzazione produce effetti contraddittori e spesso opposti alle aspettative create dall’occidentalizzazione del mondo. Il pensiero egemone liberale, affermatosi declamando la presunta morte delle ideologie – con il dettato del “politicamente corretto”, che impone un pensiero unico conformistico – resta, non a caso, sconcertato dalla confutazione aperta della coincidenza tra la democrazia e lo stesso liberalismo.

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