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GENEALOGIA DI UN TOTALITARISMO: IL DRAGHISMO

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Sarà necessario vigilare sul precario stato di salute della democrazia italiana, messa sotto attacco da una pericolosissima forma di totalitarismo: il Draghismo! Draghi, l’uomo delle élite, che prima avevano deciso di governare senza il popolo, ma che nella fase attuale hanno deciso di governare contro il popolo. 

Uno dei temi più affascinanti e dibattuti è come e quando nasce un regime totalitario e come sia possibile che la gente non si sia ribellata prima della sua affermazione. Gli avvenimenti di questi mesi, dalle limitazioni alle libertà personali al Super Green Pass, hanno riacceso tale riflessione con particolare riferimento alla situazione italiana – è infatti da non sottovalutare che l’Italia è praticamente l’unico Paese al Mondo a prevedere l’obbligo del Green Pass per poter lavorare. Una brevissima e sommaria analisi della genealogia di un regime totalitario può essere utile per capire lo stato di salute della democrazia in Italia.

Sgomberiamo fin da ora il campo da alcuni luoghi comuni. Non siamo in presenza di alcun rischio di fascismo, o ancor meno di nazismo. Più stupidi di chi fa anticomunismo a decenni dalla caduta del Muro di Berlino, infatti, ci sono solo coloro che fanno dell’antifascismo in palese assenza di fascismo. Basti semplicemente pensare al fatto che una delle caratteristiche di base del fascismo (leggere Nolte e De Felice prima di parlare dell’argomento sarebbe utile…) è la presenza di un grande partito di massa. Mentre ad oggi, seppure sostenuto da quasi tutto lo schieramento partitico, il Governo si appoggia su elite tecnico-finanziarie e del “popolo” gli importa assolutamente nulla! Altra cosa da sottolineare è che se non vi sono prove di un “piano segreto” per il controllo del Mondo, è certo e provato che il grande capitale, le elite finanziarie, le aziende metanazionali (ormai la nuova versione delle superate multinazionali), ecc., stanno godendo a piene mani dei risultati della crisi pandemica e, per la prima volta nella storia recente, ne sta approfittando anche la elite cinese al potere, grazie allo scientifico accaparrarsi delle materie prime già da prima della comunicazione al mondo del Covid-19. Basti pensare che personaggi come Gates o Musk, oltre che le grandi famiglie industriali italiane e le piattaforme dell’e-commerce, stanno vedendo lievitare in modo mai visto i propri fatturati. Inoltre, grazie alla deterritorialità delle imprese e alla finanziarizzazione dell’economia, questi utili non portano alcun beneficio agli Stati o ai lavoratori, ma vengono tutti indirizzati alla speculazione finanziaria e ai super-premi del management. Ciò comporta che una piccolissima elite di persone ricche diventi sempre più ricca e la stragrande maggioranza della popolazione sempre più povera. Tale fenomeno è del tuto visibile anche in Italia: “E così, il patrimonio dei primi tre miliardari italiani della lista Forbes (che a marzo 2019 erano Giovanni Ferrero, Leonardo Del Vecchio e Stefano Pessina) era superiore alla ricchezza netta detenuta (37,8 miliardi di euro a fine giugno 2019) dal 10% più povero della popolazione italiana, circa 6 milioni di persone” (così facciamo anche i nomi così tanto richiesti dai mass-media!) (1) Siamo quindi di fronte a una nuova versione del capitalismo che non conosce più limiti di alcun tipo, siano essi culturali, legislativi e/o territoriali, né di decenza!

Come è semplice capire, tale processo epocale non può essere gestito dalle forme democratiche come le abbiamo conosciute finora. La Forma-Capitale ha bisogno di Stati più “liquidi”, per dirla con Baumann, che non si frappongano allo scambio di merci, alla distruzione di ogni radicamento culturale e territoriale e alla sua supremazia legale-giudiziaria. Dall’altro lato, occorre che le istituzioni eseguano un controllo burocratico e tecnico serratissimo sulla massa di indigenti che devono continuare a credere di contare qualcosa. Come si dice, le elite, che prima avevano deciso di governare senza il popolo, nella fase attuale della Forma-Capitale hanno deciso addirittura di governare contro il popolo. Quello che sta accadendo in Italia è veramente un case study tanto pericoloso quanto presto facilmente esportabile. Per prima cosa, ogni regime totalitario si installa in un momento in cui gli strumenti politici democratici si trovano in situazione di stallo (incapacità a formare una maggioranza stabile; scarsa autorevolezza delle istituzioni; classe politica di livello basso; incapacità di rappresentare il popolo e risolverne i problemi; crisi di rappresentatività da parte della classe politica) e poi con l’apparire sulla scena di una figura che si prospetta come “salvatore della Patria”. In Italia sono decenni che assistiamo a questo spettacolo, con un susseguirsi di maggioranze raccogliticce, spesso pensate più per opporsi all’avversario che per realizzare un progetto politico, incapaci di affrontare questioni fondamentali per il Paese e costrette a rincorre le emergenze. Bisogna anche notare come i danni epocali causati dal clamoroso processo di demonizzazione di ogni forma politica, etichettata come “casta”, ad opera di un libro omonimo e dal “Vaffa” pentastellato abbiano fornito il colpo di grazia a una classe politica già agonizzante. E’ diventato quindi gioco facile per l’elite economico-finanziaria spingere sull’acceleratore della gestione tecnica delle cose a discapito della decisione politica nella vita della società.

Ma i tentativi di instaurare un regime totalitario, seppur in nuce (si veda il governo Monti) non sono andati a buon fine, perché senza una causa da spacciare al popolo come scatenante il crollo della democrazia, è più difficile illudere quest’ultimo della necessità della temporanea, in attesa che diventi perenne, sospensione della democrazia stessa. Molti storici hanno ormai dimostrato come senza la I Guerra Mondiale e i suoi disastrosi effetti economico-sociali in Germania e psicologico-politici in Italia (la “vittoria mutilata”) non sarebbe stato possibile assistere all’affermarsi del Nazionalsocialismo e del Fascismo.

Questa causa scatenante viene descritta come l’unico problema della vita del Paese, e senza risolvere questa crisi la Nazione non potrebbe sopravvivere. Ovviamente per ottenere ciò, tutti gli altri problemi sociali ed economici devono sparire dal dibattito pubblico. Il problema in Germania non era l’incapacità della naif Repubblica di Weimar di affrontare il periodo post-bellico, ma tutto dipendeva dall’umiliazione della sconfitta bellica. In Italia invece, il problema non era una monarchia governata da una classe politica liberista ottocentesca incapace di raccogliere le sfide lanciate dall’ingresso del popolo nell’agone politico e della modernità, ma tutto dipendeva dall’umiliazione subita a Versailles e dal tradimento degli alleati bellici. Così oggi assistiamo al tema unico della pandemia da Covid e poco importa che questo fosse un Paese già in crisi economica, senza futuro per le giovani generazioni, con un precariato giovanile ai massimi storici, ecc. Tale strategia è già stata messa in atto con l’emergere della comunità LGTBQ. Invece di affrontare battaglie per i diritti sociali, li si elimina dal dibattito pubblico per parlare solo di quelli privati: non avete più un posto di lavoro, ma potrete sposare Marchionne si diceva agli operai quando l’allora AD della FIAT aveva tentato di cacciare la FIOM dagli stabilimenti! Una volta convinta la massa che tutti i suoi mali derivano da un unico problema (ripeto, in questo caso la pandemia), il passo successivo è convincere la classe politica a farsi da parte e lasciare il tutto in mano ai tecnici che “sanno”. Anche perché così poi i politici potranno evitare di dover rispondere del loro operato alle elezioni (certo in Italia magari hanno esagerato mettendo un militare a capo delle operazioni ….). Una volta creato un governo tecnico irresponsabile politicamente verso il popolo, che non l’ha eletto e non avrà mai la possibilità di votare le scelte fatte, bisogna creare IL NEMICO a cui addossare ogni responsabilità. Come sappiamo in Germania fu la volta degli ebrei, che vennero accusati, col loro presunto tradimento, di essere responsabili della sconfitta bellica e quindi, come già detto, la causa di ogni male della Nazione. Oggi, abbiamo avuto prima quelli che facevano jogging in assoluta solitudine, passeggiate nei boschi, o windsurf in mezzo al mare; oggi gli “untori” che rifiutano il vaccino. Il problema non è dato dai pochi che detengono la stragrande maggioranza della ricchezza nazionale, delle mascherine che sono arrivate con un incredibile ritardo, di leggi e regolamenti assurdi e mai fatti applicare realmente, ma di una persona che in perfetta solitudine prende il sole in spiaggia. Una volta individuato il “nemico” vanno esagerati, con collegamenti tutti da dimostrare, gli effetti delle sue azioni, “denunciando” in modo esagerato festeggiamenti per una partita di calcio o un rave, mentre vengono passati sotto silenzio manifestazioni a favore del Governo e di false opposizioni. Una bella sfilata ad hoc di mezzi militari con bare va ancora meglio! Una volta che la massa avrà in odio il “nemico” questo va ridicolizzato e/o criminalizzato (terrapiattisti, rettiliani, negazionisti, fascisti, nazisti, ecc.) anche se un semi-analfabeta deride alcuni tra i più grandi filosofi italiani e premi Nobel! A tale scopo, i lecchini di regime nelle redazioni e del mainstream televisivo vanno fatti lavorare a pieno. A questo punto, si passa alla creazione dell’immagine dell’ “Uomo della Provvidenza”, dell’ “Uomo solo al comando” che risolverà tutti i problemi della Nazione, ovviamente se il popolino ignorante non si immischia e non vuole sapere troppo. Draghi viene ormai descritto come “Unto dal Signore”, l’ “Infallibile”, con servizi e articoli a senso unico in cui viene idolatrato. Come dite? Possiamo criticarlo, senza subire violenze fisiche?

A parte che il suo predecessore Monti ha esplicitamente detto che nell’informazione c’è troppa democrazia, non necessaria e quindi il Governo farebbe bene a limitarla, si deve comprendere ciò che gli Stati Uniti hanno dimostrato nel secondo dopoguerra (a differenza dei sovietici). Che non si vince con la violenza, ma con quello che viene definito soft power: attacchi di bassa intensità ma che rendono la vita impossibile agli oppositori, con norme di esclusione sociale e colpendo il dissidente nell’aspetto economico, mentre si fa credere al popolo di essere libero di protestare ma rendendo la sua protesta assolutamente inutile. Passo consequenziale e successivo è quello di esautorare il Parlamento dei suoi poteri, che è bene ricordarlo sono quelli legislativi, cioè promulgare le leggi. Il Governo Draghi, a fine Ottobre 2021, aveva emanato “una media di 4,2 decreti legge ogni mese”, e ha fatto “ricorso a 26 voti di fiducia. Sono numeri senza precedenti” (2). Senza contare ovviamente la pletora di DPCM emanati appunto dal Presidente del Consiglio in persona.

Ed ecco arrivare il Green Pass, che di fatto, si sia d’accordo o meno, rende la vita socialmente invivibile a chi non aderisce alle politiche del Governo, e vengono irrogate sanzioni pecuniarie illegittime. Si fa ricorso perfino a misure di polizia (ricordo che i Daspo che stanno subendo i manifestanti anti-Green Pass sono misure amministrative e come tali non richiedono un processo, ergo l’autorità ti sanziona senza che tu abbia il diritto di difenderti, anche se un reato non è ancora stato nemmeno accertato…). Se proprio le proteste di piazza non sono reprimibili con nessuna delle misure citate, esse vengono censurate e sminuite parallelamente sempre inneggiando a Lui con servizi degni dell’Istituto Luce. Ciò è quello che è esattamente successo in questi giorni quando a fronte di uno sciopero generale indetto dai sindacati. Gli organi di regime (il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera su tutti) hanno lanciato una campagna mistificatoria e di totale disinformazione (eludendo la questione del precariato sul lavoro e difendendo l’indifendibile manovra fiscale mischiando pere – l’assegno unico universale – con mele – riforma dell’Irpef che favorisce i ricchi senza tutelare i poveri). Il telegiornale più seguito non ha fatto nemmeno cenno alle piazze strapiene preferendo la beatificazione del “papa laico” Mattarella a dialogo con Bergoglio (come il regime fascista faceva col Re) e la ridicola nomina di “Italia Paese dell’anno” dell’inglese The Economist, la velina della City londinese. Così come il Sole 24 Ore lo è di Confindustria in Italia. The Economist è infatti di proprietà della famiglia Agnelli che è prima azionista del giornale con il 43,4% delle azioni (3). Famiglia Agnelli che, come sappiamo è stata beneficiaria del prestito miliardario ottenuto dalla FCA. Non poteva mancare infine, l’encomio per l’Uomo della Provvidenza che ha risollevato questo Paese (ovviamente senza citare nemmeno un dato a sostegno di tale tesi) con il lancio, al contempo, di una campagna mediatica per la sua ascesa al Quirinale. Esaltare sempre e comunque Lui e silenziare/censurare gli oppositori del regime… operazioni degne appunto dei peggiori regimi totalitari sudamericani.

In definitiva, sarà necessario vigilare sul precario stato di salute della povera democrazia italiana, messa attualmente sotto attacco da una pericolosissima forma di totalitarismo: il Draghismo!

Manuel Zanarini

Note:

  1. https://www.ilsole24ore.com/art/l-italia-disuguaglianze-3-miliardari-piu-ricchi-6-milioni-poveri-ACIWc4CB – dove si possono trovare i dati nel dettaglio, e altre stupefacenti notizie…
  2. https://www.lindipendente.online/2021/11/22/governare-il-paese-come-una-banca-con-draghi-record-di-decreti-e-voti-di-fiducia/
  3. https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/12/the-economist-exor-sale-al-434-e-diventa-il-primo-azionista-del-gruppo/1952972/

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