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I DRAGHI E L’INCOSCIENZA DI CLASSE

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Siamo di fronte a un attacco di classe dei dominanti: Draghi annuncia la fine del blocco dei licenziamenti. Il dilagare della disoccupazione getterà nella fame e nella disperazione milioni di famiglie.

Ieri si è tenuta una conferenza stampa di Draghi che si annunciava come di estremo interesse vista la situazione del piano vaccinale, delle “zone colorate”, della spaventosa crisi economica, ecc. Definire il risultato di tale conferenza insoddisfacente e preoccupante sarebbe fare un complimento al Primo Ministro.

Il primo tema affrontato è stato quello relativo alla situazione dei vaccini. A parte l’evidente imbarazzo sulla questione AstraZeneca, la linea dell’Esecutivo è sempre quella: minimizzare le proprie colpe, che sono costate centinaia di migliaia di vite umane, e incolpare il popolo. Giustissimo dire che la gente debba rispettare le liste per la somministrazione dei vaccini, ma il problema drammatico è la mancanza di dosi nel nostro Paese che, giova ripeterlo, sta costando decine di vite umane al giorno e rallenta l’ “ipotetica” ripresa economica cosa che non ha solo effetti devastanti nel presente ma costituisce una gravissimo handicap nei confronti degli altri Paesi che ripartiranno prima di noi, andando a occupare fasce di mercato. L’incapacità dell’Esecutivo si manifesta nell’impossibilità di prevedere neppure una road map per le riaperture, a dimostrazione della totale improvvisazione nel redigere e poi nell’attuare il piano vaccinale.

Suona a questo punto come beffa il fatto che a fronte dell’impossibilità per gli italiani di recarsi anche solo semplicemente dal parrucchiere, venga annunciata la possibilità per gli stranieri in possesso di “patentino vaccinale” divenire in Italia per turismo … vaccinate e fate spostare anche gli italiani!

Penso sia il caso di soprassedere sulla stucchevole questione Erdogan-Von der Leyen. Il primo viene definito “dittatore col quale bisogna collaborare”, assurdità in termini, e sull’episodio specifico non viene fornita alcuna interpretazione, cosa importante visto che Ankara sostiene che il protocollo era stato concordato da entrambe le parti. La breve domanda è: non è che si sia rispettata la cultura tradizionale turca? E’ bene ricordare che l’Italia invece non rispetta la propria cultura coprendo le statue di nudo ogni volta che si ospita un rappresentante di un Paese musulmano. Ma ancora più importante: il complicato ruolo turco e le difficili relazioni con Ankara hanno come punto critico quello di dove viene fatta sedere la Von der Leyen o aspetti umanitari, geopolitici ed economici su cui Roma non ha invece voce in capitolo?

Ma l’aspetto più preoccupante è un altro. E’ stato espressamente chiesto cosa avesse intenzione di fare il Governo rispetto alla richiesta della CGIL di prolungare il blocco dei licenziamenti almeno fino a Ottobre vista la perdurante crisi economica. Va detto che Confindustria si era espressa contrariamente già al prolungamento oltre al Marzo scorso. A fronte di una situazione drammatica per autonomi e partite IVA e di quasi 1 milione di posti di lavoro persi da Febbraio 2020 al Febbraio 2021, pur considerando il blocco dei licenziamenti, Draghi annuncia la fine di tale misura, cosa che aprirà le porte della disoccupazione a milioni di italiani da qua a pochissimi mesi. Offensive suonano le parole con cui Draghi ha affermato di capire le difficoltà di coloro che soffrono per la crisi economica. E’ talmente toccato da tale dramma che ascoltando solo la parte padronale decide di avallare la disoccupazione e quindi di gettare nella fame e nella disperazione milioni di famiglie.

I casi possono solo essere due: o dall’alto dei loro lauti stipendi, e, come nel caso di Draghi, delle loro grandi ricchezze personali non si rendono conto della situazione economica e della bomba sociale che rischia di esplodere con effetti difficili da immaginare, altro che 2 transenne buttate a terra o qualche piccola minaccia a Speranza e Bonacini; oppure, e io propendo per questa ipotesi, siamo di fronte a un attacco di classe dei dominanti, composta da una piccolissima percentuale di super-ricchi, contro i dominati, la quasi totalità della popolazione, volta ad aumentare la concentrazione di ricchezza. Come dice Fusaro, la lotta di classe non è affatto morta, solo che la combatte solo la classe dei dominanti

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