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LEGALITA’ LIQUIDA: IL DIRITTO DELLA TURBOINGEGNERIA SOCIALE

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La legalità è divenuta soggettiva: una mera opinio legalitatis et legitimitatis, fabbricata dalla narrazione unica dei mass media.

INTERVENTO IN: VENEZIA – FESTIVAL DELLA FILOSOFIA 30.05.21

Nella gestione normativa della Pandemia, osserviamo imponenti stravolgimenti dei principi generali del diritto, degli ordinamenti costituzionali, degli ordinamenti internazionali: il diritto si è fatto liquido.

In Italia, paese votato nel 2014 ad essere guida nella vaccinazione a tappeto, l’obbligo vaccinale con vaccini in fase sperimentale, indirettamente introdotto col DL 44/2021, recentemente convertito in legge, palesemente sfida il Trattato di Norimberga contro la sperimentazione dei farmaci sull’uomo, nonché l’art. 5 della Convenzione di Oviedo, che richiede il consenso informato – consenso informato incompatibile con l’obbligo e impossibile mentre i vaccini sono ancora in fase sperimentale. Il ricatto lavorativo così attuato (se non ti vaccini, non lavori) viola inoltre l’art. 1, 1° c., Cost., che stabilisce che il diritto al lavoro è il valore fondante della Repubblica.

Sovversivo rispetto alla Costituzione è tutto il quadro normativo del Covid, iniziando con la dichiarazione di stato di emergenza in data 31.01.2020: l’ordinamento italiano, tranne che per la materia della protezione civile, non prevede affatto uno stato di emergenza, ma solo uno stato di guerra, votato dal parlamento.

Se lo sono inventato.

Lo stato di emergenza indetto dal governo è ulteriormente incostituzionale e abnorme perché con esso il governo ha assunto poteri non predeterminati dalla legge.

Sovversivo è altresì l’uso del DPMC, cioè di un atto amministrativo e non legislativo, quindi non soggetto a controllo del Capo dello Stato né a ratifica del parlamento, come strumento normativo generale, quale può essere solo la legge; e ancor più quale strumento per sospendere diritti costituzionali tutelati da riserva di legge.

Il Capo dello Stato, peraltro, ha firmato alcuni DL palesemente incostituzionali, senza obiettare.

Vi sono già state pronunce del Tar del Lazio evidenzianti l’illegittimità dei provvedimenti amministrativi ‘DPCM’ per vizi di motivazione, e altre simili del Tribunale civile di Roma e del Tribunale penale di Reggio Emilia.

Oramai, tuttavia, a dispetto delle contrarie pronunce del Consiglio d’Europa, i governi iniziano a introdurre i lasciapassare sanitari, il green pass.

A prescindere dalle questioni circa utilità e ragionevolezza delle norme suddette, rileva il fatto che esse hanno travolto i principi di gerarchia delle fonti del diritto e di legalità (cioè di subordinazione del provvedimento amministrativo alla legge, il principio di riserva di legge, il principio di non normatività generale dei provvedimenti amministrativi. E non solo in Italia.

Abbiamo assistito all’uso del TSO contro chi manifesta dissenso e, persino, soprattutto in Germania, alla repressione violenta e formalmente illecita, da parte della polizia, di chi fa controinformazione.

Su scala mondiale, abbiamo avuto un’espandersi dei poteri dell’esecutivo sugli altri poteri dello Stato.

Si parla pertanto di Great Reset, diretto ad instaurare un regime autocratico di tipo cinese mediante l’intimidazione permanente della popolazione. ‘Un virus per grandi riforme’ è il titolo del mio contributo a ‘Operazione Corona’, un saggio collettaneo dal titolo molto chiaro.

Notare che tutti i pubblici ufficiali hanno giurato di difendere la Costituzione, ma nessuno l’ha difesa, o quasi. Le forze dell’ordine sono state fidelizzate mediante consistenti aumenti stipendiali dal governo Conte.

Qual è la Ratio storica di tutto ciò?

Sul finire del secolo scorso, Stato e politica sono stati assorbiti dal business, dalla finanza privata, da cui da allora dipendono rigidamente per finanziarsi. I parlamenti e i governi non hanno più autonomia decisionale, ma restano come front office della grande finanza, come suo strumento per una società di mercato, e come capro espiatorio delle scelte compiute a porte chiuse da organismi autocratici e sottratti a ogni controllo democratico e giudiziario: WTO, BIS, BCE, FMI. Questi ultimi tengono i governi a guinzaglio -guinzaglio a strangolo- e dettano le linee politiche sotto pena di de-finanziamento.

Abbiamo così lo Stato estrattivo, che ipertassa i non ricchi per detassare le multinazionali, che taglia occupazione, servizi e investimenti per proteggere le rendite speculative.

Abbiamo così la riconcentrazione della ricchezza, del reddito, del potere, nelle mani di pochi. Abbiamo una grande diffusione della povertà e dell’insicurezza, e ora anche della paura cronicizzata.

Come descrissi nel mio saggio del 2010, “Oligarchia per popoli superflui”, rispetto a quando i singoli regimi erano territoriali e avevano bisogno di masse (di lavoratori, di combattenti, di coloni, di consumatori) i popoli sono stati resi superflui dall’automazione, dall’intelligenza artificiale, dalla finanziarizzazione, dalla globalizzazione; non sono più funzionali alla produzione di potere e ricchezza, perciò patiscono automaticamente perdita di potere di contrattazione, di diritti e reddito. Anzi, si può pianificare la fine della sovrappopolazione.

Il potere vero pianifica e decide in isolamento, a porte chiuse.

Diviene palese e innegabile che il potere politico vero è oligarchico e non responsabile.

Vediamo la irrilevanza nel mondo globalizzato dei popoli, divenuti intercambiabili; vengono posti in concorrenza tra loro.

E’ la rottura della solidarietà verticale tra governanti divenuti apolidi, popolo e territorio.

Dopo questa fase, fase della dominazione politica mediante il potere finanziario, da circa 12 anni è iniziata la fase successiva, quella della riduzione dei popoli a una condizione zootecnica grazie alle nuove tecnologie ultra-orwelliane di controllo e manipolazione. In essa si inserisce la gestione della pandemia.

L’aziendalizzazione della società è giustificata con l’esigenza di sicurezza sanitaria, antiterroristica, economica, ecologica, infettivologica. In realtà, è un pretesto per sopprimere la partecipazione democratica e la possibilità di opposizione, le quali nell’azienda infatti non sono ammesse: l’azienda è sì efficiente, ma la sua efficienza è diretta all’interesse egoistico dei proprietari dell’azienda stessa.

I proprietari della società aziendalizzata diventano monopolisti/monopsonisti delle reti di distribuzione di servizi indispensabili, quindi tutti dipendono da loro, e si ritrovano sottomessi, privati della capacità di resistenza, opposizione, persino di controinformazione: vedi la durissima e dichiarata censura dei social media contro ogni critica alla narrazione ufficiale.

Viviamo così in un grande cantiere di Turboingegneria sociale che trasforma la società in un’azienda zootecnica: isolamento, lockdown, zone rosse, lasciapassare, app immuni, tracciamento, divieto di riunione, contratti segreti con Big Pharma, potestà di biosorveglianza e biomanipolazione della gente da parte dell’apparato, polizia che entra in casa.

Il capitale apolide, attraverso gli stati che esso ricatta e la politica che esso tiene a libro paga, entra per legge nel corpo e nel genoma dei cittadini e può legittimamente modificarli con la costrizione vaccinale, anche se i vaccini sono ancora in fase sperimentale. Questo è un atto prettamente nazista, ricadente sotto il divieto e la punizione stabiliti dal Trattato di Norimberga, ma la massa, opportunamente impaurita e disinformata, lo accetta, anzi lo invoca, credendo che sia la soluzione.

E le garanzie legali non scattano minimamente, nemmeno le più solenni: dopo tutto, sono meri segni di inchiostro sulla carta.

Anzi, il diritto si aggiorna per la transizione dalla dominazione sociale finanziaria alla dominazione per via biofisica. Viene travolta ogni barriera di garanzia senza alcuna levata di scudi da parte delle autorità di garanzia.

Si affermano i trattati segreti e i contratti segreti elaborati a porte chiuse da ingegneri giuridici. Gli stessi parlamentari li possono consultare solo nelle reading rooms.

Assistiamo pertanto alla fine non solo di ogni partecipazione democratica reale e di ogni spazio di efficace opposizione, bensì anche alla fine del principio di legalità (rule of law), superato dalla decretazione d’urgenza; e dalle fine dello stesso principio di conoscibilità del diritto, superato dalle esigenze di segretezza delle multinazionali, che devono remunerare i politici compiacenti e farsi esonerare dalle responsabilità per i danni dei loro prodotti.

Ai fini della filosofia del diritto, tutto ciò dimostra che la legalità è soggettiva: una mera opinio legalitatis et legitimitatis, fabbricata dalla narrazione unica dei mass media. Non esiste un diritto oggettivo, un diritto in sé. Il diritto si riduce a legalità percepita o fatta percepire, alle regole inculcate: è soggettivo. La distinzione tra potentia e potestas è illusoria.

Vediamo confermato il giusrealismo sul giuspositivismo e sul giusnaturalismo: al di là delle leggi apparenti, il diritto effettivo è l’insieme delle regole di fatto osservate e dei fattuali rapporti di forza, non solo materiale e legale, ma anche comunicativa e propagandistica, compreso l’uso del terrore.

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