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FUNERALI DI STATO PER EMMA BONINO: PER SERVIZI STRAORDINARI RESI A SOROS?

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La decisione di Giorgia Meloni di concedere i funerali di Stato ad Emma Bonino lascia francamente molto perplessi. I funerali di Stato – regolati dalla legge numero 36 del 7 febbraio 1987 – “sono cerimonie pubbliche e solenni organizzate a spese dello Stato per onorare personalità di eccezionale rilievo o cittadini che hanno reso servizi straordinari alla nazione”.

Ora al di là di quello che ognuno di noi possa pensare e provare alla notizia della dipartita della Bonino, ci sembra del tutto fuori luogo che un governo cosiddetto sovranista li conceda ad una persona che ha sempre osteggiato il concetto di nazione e mostrato da sempre di odiare l’Italia. Il partito da lei fondato, + Europa, è sempre andato proprio nella direzione di distruggere la nazione, ma non per creare una Europa unita politicamente che potesse rendersi indipendente dagli Stati Uniti. Al contrario, la sua Europa non doveva avere alcuna velleità di diventare un soggetto politico forte ed indipendente ma una pura e semplice area aperta di libero mercato.

Non è un caso che il suo numericamente insignificante movimento si sia tenuto a galla grazie ai finanziamenti di Soros, il quale non ha mancato di ricordare con affetto e devozione Emma Bonino esternando la sua gratitudine per le sue battaglie. Da sempre filo-americana e filo-israeliana, la ex sodale di Marco Pannella, si è sempre adoperata per favorire il processo di modernizzazione capitalista della società in senso individualista e libertario.

In questa ottica vanno interpretate le sue battaglie condotte contro gli interessi delle classi lavoratrici, i diritti del lavoro e dei diritti sociali, annullando le conquiste ottenute nel secolo scorso. Fautrice della liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e part-time, li ha sempre presentati come uno strumento di libertà e flessibilità mentre, in realtà si sono rivelati una forma di precariato permanente. Si è battuta per lo smantellamento dei diritti sociali acquisiti, promuovendo il referendum del 2000, sull’abolizione dell’art. 18. Allora non si raggiunse lo scopo grazie ad un 66% di voti contrari all’abolizione. Ma negli anni successivi si è arrivati comunque a dama attraverso vari passaggi normativi fino allo “Jobs Act” di Renzi in un governo in cui la Bonino non poteva mancare.

Questa, che veniva considerata la rappresentante di Soros in Italia, ha promosso l’abolizione dei contratti collettivi, ha favorito le assicurazioni private attraverso l’abolizione dell’obbligo assicurativo con l’INAIL dei datori di lavoro. Si è battuta per distruggere il Servizio Sanitario Nazionale per agevolare le cliniche private oltre a celebrare l’innalzamento dell’età minima per accedere alla pensione.

La visione turbocapitalista di una società fondata sul libero consumo e sul libero costume è la sua visione; un partito radicale di massa ideologia dominante del pensiero unico.

Dal punto di vista etico e religioso appare paradossale che una presidente del consiglio di un governo che sostiene voler tutelare la famiglia sempre e comunque, renda onori ad una persona che ha favorito la pratica di centinaia di aborti. A tal riguardo, occorre ricordare che nel novembre del 2017, in occasione della morte del capomafia Totò Riina, don Francesco Pieri scrisse “ne ha ucciso più la Bonino che Totò Riina”.

Ma non dobbiamo biasimare troppo Giorgia Meloni perché dobbiamo ricordare che anche Bergoglio, travestito da pontefice, andò a rendere omaggio a Bonino, forse per perorare presso questa santa del laicismo radical chic l’inclusione della Chiesa nel mondo liberal della cultura woke.

Infine, last but not least, ricordiamo come la defunta, rivendicò con orgoglio la decisione del governo di cui faceva parte, di aver chiesto espressamente alla comunità internazionale, tra il 2014 ed il 2016, che gli sbarchi degli immigrati avvenissero tutti in Italia.

Come cittadina che ha “reso servizi straordinari alla nazione”, non c’è male!

 

 

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