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Governo Meloni, quali prospettive?

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GIORGIA MELONI POLITICO SULLO SCHERMO MARIO DRAGHI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Si riscontrano elementi di continuità, rispetto al precedente Governo Draghi. Giorgia Meloni e i principali esponenti di Fratelli d’Italia hanno più volte confermato una ferrea ed indissolubile fedeltà al Patto Atlantico, una conferma delle posizioni assunte dal precedente Governo sulla guerra tra Russia ed Ucraina ed un’adesione ad un europeismo riformista.

 

Con l’insediamento del Governo Meloni, il conferimento dei vari Dicasteri, la fiducia delle Camere, la nomina dei Sottosegretari e Viceministri e le sue prime mosse, non si può certo dare una valutazione compiuta del suo operato, ma si può … cominciare a parlarne.

Certamente si tratta del primo governo, che almeno possa vantarsi di avere un rapporto diretto con la maggioranza espressa dall’elettorato e non frutto delle alchimie elaborate nelle segrete stanze del potere o dell’intervento salvifico del tecnico di turno. Inoltre si tratta del primo governo di destra centro a trazione Fratelli d’Italia, partito che esce vincente dalla tornata elettorale, beneficiando della posizione di unica formazione parlamentare di opposizione per tutta la durata della precedente legislatura. Questo gli ha permesso di evitare le nefaste corresponsabilità causate dalla partecipazione ai due Governi Conte e al Governo Draghi, cosa che certamente non ha favorito la Lega e Forza Italia, entrambe pesantemente ridimensionate in numero di voti e parlamentari eletti, al netto della riduzione del numero di parlamentari di Camera e Senato, previsto dalla applicazione di una delle tante e non sempre felici riforme elettorali, che, nella fattispecie anziché ridurre i privilegi, ha preferito ridurre la rappresentanza, mantenendola strettamente legata alle scelte delle segreterie di partito.

La stampa e non solo prestano molta attenzione alle prime mosse del Governo e le opposizioni svolgono il loro ruolo già con veemenza, mentre sono riapparse le manifestazioni sindacali. Il 25 ottobre la Repubblica “tuona” paventando un “ciclone Salvini” sul “Governo Meloni” per più o meno presunti sconfinamenti del neoministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, nonché Vice Presidente del Consiglio, sulle competenze del collega Nello Musumeci, Ministro per il SUD, la cui responsabilità è stata estesa alle Politiche del Mare. In effetti proprio sulle novità terminologiche di alcuni ministeri si sono aperte le prime discussioni e accanite polemiche valoriali. Innanzitutto esperti commentatori politici, dalla natura “partigiana” hanno espresso dissenso e perplessità vedendo che il Ministero delle Politiche Agricole modifica la sua denominazione in Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, mentre il Ministero dello Sviluppo Economico diventa Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che dire poi se all’Istruzione si aggiunge il Merito e alle Pari Opportunità, Natalità e Famiglia? In questo caso sembra che addirittura la Boldrini abbia paventato, non si sa bene per quale motivo, un rigurgito di “DestraAutarchica”. Inoltre l’osannata Transizione Ecologica si modifica in un più meditato Ambiente e Sicurezza Energetica. Infine non mancano polemiche, dietrologie e discussioni per l’assenza di un Ministero dell’Innovazione e del Digitale, incarico ricoperto nei precedenti Governi, “nientepòpòdimeno che” da Paola Pisano e Vittorio Colao.

Abbiamo poi i primi decreti del Governo, relativi a Giustizia, Salute ed Ordine Pubblico.  Per quanto riguarda la Giustizia si tenta di evitare pericolosi automatismi nella concessione delle riduzioni di pena e si indicano adempimenti obbligatori per procedere alla sua valutazione, nonché reati e aggravanti che ne escludano la possibilità. In relazione  alla Salute abbiamo in effetti una rottura con la precedente gestione della pandemia, anticipando al 1° novembre la revoca dell’obbligo vaccinale per il personale esercente le professioni assistenziali e sociosanitarie e per il personale delle strutture che effettuano attività sanitarie, Inoltre è previsto il reinserimento dei medici e infermieri sospesi per non aver adempiuto ai precedenti obblighi vaccinali. Sempre sull’argomento, nel Decreto Aiuti ter dovrebbe venire inserita la sospensione delle multe previste per i cittadini di età superiore ai 50 anni, che si erano opposti alla prevista vaccinazione, fino al 30 giugno 2023, in modo da poter completare l’iter per l’annullamento delle stesse.  Infine, sul tema dell’ordine, pubblico è stata presa una decisione, relativa in buona sostanza ai Rave Party, correlata a pesanti pene ai partecipanti, adducendo pericoli per la salute, l’incolumità delle persone e ovviamente l’ordine pubblico… forse in questo caso le priorità potevano essere ben altre, visto il degrado e l’insicurezza che regnano sovrani nei quartieri e nelle periferie delle città italiane.

Queste prime iniziative ovviamente non rispondono al quesito che in questo momento tutti, intendendo dire tutti, in Italia e all’estero si pongono. Il Governo Meloni sarà un reale cambio di passo rispetto ai precedenti o prevarranno esigenze e convenienze atte a favorire una effettiva continuità di indirizzo? Si possono analizzare vari elementi, che potrebbero trasformarsi in indizi, al fine di permettere, in prima approssimazione, una previsione, almeno verosimile. In primo luogo il Governo ha una solida maggioranza alla Camera e una più risicata al Senato, dove. nonostante i numeri non siano larghissimi, Giorgia Meloni ha scelto tra i senatori ben 9 ministri su 24. Questo potrebbe creare qualche problema, specie nelle Commissioni Parlamentari, dove ovviamente le assenze anche di un solo membro possono determinare intoppi ed imprevisti.

Se si passa a dare un’occhiata a quanto detto e scritto durante la campagna elettorale, non possiamo non evidenziare che elementi di continuità, rispetto al precedente Governo Draghi, non sono né marginali, né pochi. Infatti Giorgia Meloni e i principali esponenti di Fratelli d’Italia hanno più volte confermato una ferrea ed indissolubile fedeltà al Patto Atlantico, una conferma delle posizioni assunte dal precedente Governo sulla guerra tra Russia ed Ucraina ed un’adesione ad un europeismo riformista, che sembrerebbe pregiudicare i presunti o reali rapporti privilegiati con Orban e l’Ungheria. Inoltre, anche sulla cosiddetta “Agenda Draghi”, le dichiarazioni sono apparse molto sfumate e certamente la stessa opposizione al precedente Governo non aveva i connotati del “muro contro muro”, mentre Crosetto, attuale Ministro della Difesa, in una famosa intervista ad “Avvenire” sembrava, in prospettiva, ipotizzare addirittura, larghe alleanze, affermando che “ Il Paese viene prima dei partiti. Sempre. E in un momento così ancora di più. Per il bene dell’Italia, Giorgia, se servisse in un momento particolarmente difficile o tragico, parlerebbe con Letta e chiamerebbe Letta senza nessuna esitazione, così come Conte o Calenda. Se è in gioco il destino dell’Italia, tutti devono collaborare. Penso che i primi ad averne piena consapevolezza siano Mattarella e Draghi”.

Vediamo ora un ulteriore elemento che può dare indicazioni sul rapporto continuità/discontinuità del Governo Meloni. I Ministri che lo compongono, sono nove di Fratelli d’Italia: Ciriani, Musumeci, Fitto, Roccella, Nordio, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Santanchè, cinque di Forza Italia: Pichetto Fratin, Casellati, Tajani, Zangrillo, Bernini, cinque della Lega: Calderoli, Locatelli, Giorgetti, Salvini, Valditara, mentre i cinque ministri tecnici sono: Abodi, Piantedosi, Calderone, Sangiuliano, Schillaci. Analizziamone alcuni profili.

Adolfo Urso è il responsabile del Dicastero delle Imprese e del Made in Italy, che, come abbiamo visto, qualche polemica terminologica l’ha già creata. Tuttavia se vediamo il curriculum del Ministro, la sua appartenenza al MSI è stemperata da una posizione di matrice essenzialmente liberale. Inoltre ha svolto il ruolo di Presidente del Copasir in un periodo molto travagliato, che ha interpretato, in linea con le posizioni del Governo Draghi, di appoggio all’invio di armi all’Ucraina e relativi viaggi a Kiev e a Washington per confermare la linea filoamericana del partito.

Antonio Tajani è il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Afffari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Tutto meno che un falco, ha un lontano  passato nel Fronte Monarchico Giovanile e una lunga militanza a fianco di Berlusconi, che lo nomina Coordinatore Nazionale di Forza Italia, incarico che lo costringe a rinunciare alla Presidenza del Parlamento Europeo. Europeista convinto ed esponente del PPE, il suo ultimo intervento a Bruxelles, a favore della NATO e di piena condanna dell’aggressione russa, è servito a fugare qualsiasi perplessità sulla posizione di Forza Italia e di Berlusconi .

Francesco Lollobrigida è il  Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare termine che, come già detto, ha creato qualche patema alla sinistra “complottista”, peccato che ricalca esattamente la dicitura del dicastero francese retto da Marc Fesneau del “Mouviment Democrate”. Per il resto il solo fatto di essere cognato del Presidente del Consiglio ha già attivato le più patetiche considerazioni.

Gilberto Pichetto Fratin è il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nella fattispecie, a parte qualche mal di pancia provocato dall’aver cassato la Transizione Ecologica, tutto sembra garantire la continuità rispetto al Governo Draghi, nel quale il forzista Pichetto Fratin ricopriva il ruolo di vice ministro del MiSE e in precedenza di Sottosegretario, sotto Giancarlo Giorgetti, attuale Ministro dell’Economia e della Finanze ed elemento chiave della continuità tra Governo Meloni e precedenti Governi Conte1 e Draghi, dove è stato Sottosegretario alla Presidenza nel primo e Ministro dello Sviluppo Economico nel secondo, indicato come uno dei maggiori sostenitori di Mario Draghi, ha accettato obtorto collo la decisione del suo partito di sfiduciare il Governo di unità nazionale. Nella Lega è tra gli esponenti di spicco nell’ambito dei conti pubblici e dei settori produttivi.

Giuseppe Valditara è il Ministro dell’Istruzione e del Merito, come si è visto il termine “merito” ha rilevato il “sessantottino” che si nasconde nella sinistra italiana, preoccupata da qualcosa che seleziona e non include, dimentica del fatto che ove non agisce il merito agisce la clientela, il nepotismo, le rendite di posizione del censo e delle conoscenze familiari, tutto e tutte a sfavore dei dei giovani appartenenti ai ceti meno abbienti, i quali vedono precluse le loro reali possibilità di ascesa sociale.  Tornando al nostro Ministro, Giuseppe Valditara è leghista della prima ora, collaboratore dell’ideologo Gianfranco Miglio, poi in AN, con Tatarella e Fini, segue quest’ultimo in FLI, poi il ritorno alla Lega, assunta la responsabilità del Dicastero, dichiara “aver coniugato istruzione e merito è un messaggio politico chiaro”.

Guido Crosetto, Ministro della Difesa, nasce democristiano e “rappresenta in Fratelli d’Italia l’anima maggiormente vicina alla classe imprenditoriale, curando per il partito le principali relazioni con le associazioni di categoria come Confindustria”. Dichiaratamente antifascista è uno dei più ascoltati consiglieri della Meloni. Cofondatore del partito se ne allontana due volte per assumere importanti incarichi nel settore Difesa, mantenendo al suo rientro la stessa influenza e le stesse capacità di mediazione con il mondo imprenditoriale, ma anche con la sinistra, con la quale mantiene buoni rapporti reciprocamente ricambiati.. Ha dismesso le sue partecipazioni societarie onde evitare evidenti conflitti di interesse. Nel suo passato dichiarò una laurea mai conseguita.

Marina Calderone è il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un tecnico alla guida di questo dicastero richiama alla mente il 16 novembre 2013, quando va a ricoprire l’incarico Elsa Fornero con Mario Monti Presidente del Consiglio. Questo precedente non gioca a suo favore in assoluto, viepiù risulta favorevole ad un ulteriore incremento della flessibilità contrattuale, apprezza contratti a termine e stage e valuta positivamente il Jobs Act di renziana memoria, legge che, alla prova dei fatti, ha ridotto drasticamente le tutele e non ha favorito l’incremento dell’occupazione stabile e giovanile. Inoltre sembrerebbe intenzionata a mantenere il Reddito di Cittadinanza, inserendo le Agenzie per il lavoro private nell’attività di intermediazione e ricerca di occupazione, cosa che, pur valutando negativamente l’attuale funzionamento dei Centri per l’Impiego, viste le caratteristiche delle stesse ben difficilmente porterebbero un reale inserimento nel ciclo produttivo ai titolari del beneficio. Infine i ruoli precedentemente ricoperti nel Consiglio di Amministrazione di Leonardo e da parte del marito nel Consiglio di Amministrazione dell’INPS, assunto, tra l’altro, dopo la mancata nomina della Calderone a Presidente dell’Istituto, rendono ravvisabile un potenziale conflitto di interessi.

Matteo Piantedosi è il Ministro dell’Interno. Altro tecnico. Già Vice Capo di Gabinetto del Ministro nel Governo Monti, Capo di Gabinetto del Ministro Salvini con il Governo Conte1, mantiene l’incarico con la Lamorgese, durante il Governo Conte2 e si occupa dell’applicazione dei DPCM sulla gestione della pandemia. Prefetto di Roma, nell’aprile di quest’anno ha aggiornato la lista dei primi dieci immobili da sgombrare inserendo la Sede di Casapound. Inoltre appena assunta la responsabilità del Dicastero, il neo prefetto di Roma, con una ordinanza un po’ originale, il 28 ottobre a chiuso al pubblico l’accesso del Cimitero del Verano.

Matteo Salvini è l’altro Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili. Segretario Federale della Lega. Appena nominato è riuscito a fare scintille con il collega Nello Musumeci, Ministro del Mare e del Sud. Mantiene una posizione vicina al Presidente ungherese Orban e contraria alle sanzioni contro la Russia.

Orazio Schillaci è il Ministro della Salute. Un tecnico al Dicastero lasciato da Speranza, il quale lo aveva nominato membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Superiore della Sanità, che ha coadiuvato il Ministero della Salute durante la pandemia da Covid-19.

Raffaele Fitto è il Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR. Ex Democristiano, poi lo scioglimento del partito lo porta in Forza Italia ed approda recentemente a Fratelli d’Italia. Detiene una delega pesantissima che è quella relativa al Piano di Ripresa e Resilienza stilato e finanziato secondo le direttive del Governo Draghi.

Concludendo, si può affermare che le dichiarazioni del neo Presidente del Consiglio sono caratterizzate da grande prudenza e toni solitamente bassi, fatto salvo uno scontro al calor bianco con Berlusconi, ma ancora in fase di formazione del Governo. Tuttavia sottotraccia i rapporti tra alleati restano abbastanza contraddittori e la stessa elezione del Presidente del Senato Ignazio La Russa, con una maggioranza atipica, lo conferma. Inoltre, nel cassetto, resta la presunta volontà di apportare un forte cambiamento alla Carta Costituzionale in chiave presidenzialista.

Possiamo quindi affermare che elementi di continuità e volontà di cambiamento coesistono, mentre la situazione economica, gli equilibri internazionali, l’andamento degli eventi bellici nel cuore d’Europa potrebbero essere ulteriori fattori che impattano sulle sorti, le scelte e la durata del Governo, parafrasando il grande Battisti, “lo scopriremo solo vivendo”.

 

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