Home Attualità GRANDE RESET CORONAVIRUS: PERDEREMO ANCHE QUESTA OCCASIONE?

GRANDE RESET CORONAVIRUS: PERDEREMO ANCHE QUESTA OCCASIONE?

289
0

Non solo la globalizzazione ha impattato su questa crisi, ma fondamentale è stata l’ideologia neo liberista degli ultimi 40 anni.

Sulla pandemia di Covid-19 si è scritto, si sta scrivendo e si scriverà di tutto e di più, spesso con versioni di comodo a seconda degli interessi da difendere, ma una cosa è certa: nulla potrà essere più come prima. Non si conoscono ancora le vere cause all’origine del virus, o quanto meno del salto dagli animali all’essere umano, ma quello che è assodato è che la pandemia sia fortemente dipesa dal contesto socio-economico, politico e climatico che c’era già precedentemente.

Come ha brillantemente sottolineato Francois Bousquet, la globalizzazione e il suo aver rimpicciolito il mondo ha svolto un ruolo determinante nella diffusione planetaria del virus in tempi così brevi. Fa notare come la peste abbia impiegato anni a diffondersi nel Medio Evo; mentre al Covid-19 sono bastati pochi mesi per attraversare oceani e spargersi in giro per il Mondo. Ma non solo la globalizzazione ha impattato su questa crisi, ma fondamentale è stata l’ideologia neo, io la definirei ultra, liberista degli ultimi 40 anni, a partire dal duo Reagan-Thatcher e la sua “there is no alternative”. Dagli anni ’80 si è infatti assistito alla progressiva e inarrestabile deregolamentazione dei mercati, salvo chiedere aiuto allo Stato per socializzare le perdite a fronte della privatizzazione degli utili; alla disintermediazione, con l’indebolimento sistematico di tutti corpi intermedi di vicinato e di comunità, si veda la distruzione della sanità territoriale con i drammatici effetti che possiamo vedere emblematicamente in Lombardia ad esempio; alla devastazione della Natura considerata unicamente come “magazzino” di materie prime sfruttabili da mettere al servizio di una crescita infinita a fronte di un sistema finito, con la diffusione delle malattie polmonari cui abbiamo assistito in Pianura Padana, che è bene ricordare essere la zona più inquinata d’Europa, ecc.

A fronte di una crisi economico-sociale probabilmente senza precedenti nella storia moderna, da più parti si prevede un Grande Reset del sistema. Penso che sia una cosa difficile da realizzare. Come del resto si sa, ciò che è causa del problema non può fornirne la soluzione. Anche gli ultra liberal-capitalisti si stanno rendendo conto che l’intervento statale è necessario per fronteggiare la crisi. Ma, come già successo altre volte, una volta spartitisi i soldi che le istituzioni pubbliche metteranno nelle tasche degli industriali, tutto tornerà come prima e chi è più ricco si godrà i benefici lasciando nella miseria e nella disperazione la grande maggioranza della popolazione mondiale. Anche perché il governo è riuscito, grazie ai sui “chierici” dell’informazione come li definiva Costanzo Preve, ad applicare alla perfezione l’adagio latino “divide et impera”. Quindi non c’è nella opinione pubblica sete di grandi cambiamenti, ma si preferisce l’aspetto voyeuristico della denuncia del vicino che vede i nipoti e del ragazzo che si va a fare una corsetta al parco, unito a una sorte di “sindrome di Stoccolma” che vede le persone in estasi come tante groupie per un esecutivo che sta raggiungendo il primato dei morti e sta gettando un intero Paese nella misera e nella disperazione.

Quale potrebbe essere l’unica occasione per quantomeno invertire la rotta? I soldi del fondo Next Generation Eu che dovrebbe far arrivare a Roma oltre 200 miliardi di Euro. Fa già pensare male il fatto che il governo continui a chiamarlo Recovery fund, continuando a raccontare la favoletta che siano soldi che l’Europa stanzia per l’emergenza sanitaria. Il governo vorrebbe stanziare 48,7 miliardi di Euro per la digitalizzazione e 17,1 miliardi di Euro per la parità di genere mentre per la sanità solamente 9 miliardi di Euro (a fronte degli oltre 40 miliardi di tagli negli ultimi anni).

E’ sufficientemente chiaro che quello che sta succedendo, e che succederà, in Italia non ha nulla a che vedere col numero di morti da Covid-19? Inoltre, tali soldi non arrivano “a pioggia” ma verranno stanziati solo a fronte di progetti ben dettagliati e da presentare al massimo entro il primo quadrimestre del 2021. Al momento ci sono circa 700 progetti al vaglio e per la quasi totalità le lentezze burocratiche per ottenere i necessari permessi faranno sforare i tempi utili, almeno secondo quasi tutti gli analisti.

Che l’Esecutivo sia conscio di non avere la più pallida idea di cosa fare è chiaramente dimostrato dal fatto che continua a rifiutare l’incontro con le parti sociali (richiesto tanto dai sindacati quanto da Confindustria) per fare chiarezza su obiettivi e tempistiche e, soprattutto, dall’idea di affidare questo progetto teoricamente fondamentale per il Paese non a sé stesso o al Parlamento (che fino a prova contraria dovrebbe rappresentare il popolo sovrano) ma a una non meglio specificata “cabina di regia” che non essendo eletta non dovrà nemmeno mai rispondere a chicchessia.

A parte la sospensione della democrazia che questa scelta comporta, ma alla quale siamo abituati da mesi, in questo Paese, visto che vengono sospese libertà fondamentali a colpi di Decreti del Presidente del Consiglio, invece che da atti legislativi emessi dall’organo legislativo designato dalla Costituzione e dalla teorizzazione del tanto sbandierato Stato di Diritto, la totale inutilità pratica della “cabina di regia” è ampiamente prevedibile.

E’ vero che sono passati mesi e considerando come sta andando il 2020 sembrano secoli, ma qualcuno si ricorda della “Commissione Colao”? Questo gruppo di “super esperti” scelto dal nostro ineffabile Primo Ministro aveva elaborato ben 100 progetti per “il rilancio del Paese”. Qualcuno ha notizie di questi progetti? A oggi non se ne vede traccia… E’ stata poi la volta degli “Stati Generali dell’Economia” vista la gravità della situazione. Qualcuno ha notato novità? Silenzio tombale. Attendiamo il nuovo fallimento dell’operato di questa fantomatica “cabina di regia” che però stavolta costerà al Paese qualcosa come 200 miliardi di Euro e la possibilità di arginare il tracollo economico causato dalle scellerate politiche del Governo.

E dire che di cose importanti con 200 miliardi di euro se ne potrebbero fare per dare realmente una svolta a questo sventurato Paese. Intanto, reintegrare i 40 miliardi tagliati alla Sanità pubblica e di territorio (e magari già che ci siamo modificare radicalmente il Titolo V della Costituzione e la fallimentare regionalizzazione della sanità medesima).

Questo intervento andrebbe poi in realtà inserito in un piano generale anti-pandemie, perché se crediamo che questa sia l’ultima che vivremo siamo più stupidi di quanto stiamo dimostrando di essere. La necessità di questo progetto sarebbe evidente se il mainstream dell’informazione riacquistasse un minimo di onestà intellettuale e dicesse come mai i Paesi asiatici sono usciti nel giro di un paio di mesi da questa crisi che in Italia dura da un anno e per la quale seriamente non si vede una via di uscita. La Corea del Sud, ad esempio, ha elaborato un piano anti-pandemie appena dopo la Sars diversi anni fa, e quindi, quando è scoppiata la crisi da Covid-19, i coreani non si sono lanciati in aperitivi a base di involtini primavera come in Via Paolo Sarpi a Milano, o in campagne come “abbracciamo un cinese” o in patetiche rassicurazioni alla Conte del tenore “in Italia non c’è pericolo, qua siamo pronti”. Ma hanno messo in atto misure che nel giro di qualche settimana hanno risolto la situazione, mentre da noi le prime mascherine “di Stato” sono arrivate dopo mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza! Noi invece vogliamo stanziare decine di miliardi per il 5G e facilitare qualche cashback o lotteria degli scontrini…

Bisognerebbe fare una seria riflessione sul rapporto Uomo-Natura andando oltre il “giardinaggio” di Greta. Gli effetti del cambiamento climatico, come già detto, hanno avuto un ruolo fondamentale per la strage da Covid-19 in Pianura Padana, e potrebbero diventare un potente vettore per le nuove pandemie. Ridurre i consumi, e quindi il consumo di energia, dovrebbe essere un fatto obbligatorio (invece si ragiona al contrario cercando di ridurre le emissioni ma non si sa bene come di ridurre anche i consumi). Sebbene i Green New Deal siano un passo importante, non possono essere la soluzione. L’ENEL stessa afferma ad esempio che per decarbonizzare completamente il Mondo attraverso l’idrogeno (su cui comunque bisognerebbe investire seriamente per dare sviluppo al Sud e alla Sardegna, ma questo tema meriterebbe uno scritto apposito…) bisognerebbe bruciare la metà di tutte le energie rinnovabili del Pianeta.

I 74 miliardi previsti per la “transizione ecologica” altrimenti rischiano di finire nel cimitero dei buoni propositi dove risiedono i documenti delle varie riunioni planetarie svolte fino a oggi.

Bisognerebbe investire decine di miliardi di euro per un grande piano di “messa in sicurezza” del Paese. Perché non basta pensare di stanziare 27 miliardi di Euro in un Paese dove crollano i ponti (ma si lascia la manutenzione ai Benetton), dove alla prima scossa di terremoto vengono giù intere Regioni, dove alle prime piogge si allagano intere città, dove gli edifici scolastici sono in larga parte fuori dalle norme di sicurezza, dove la ferrovia non arriva a collegare tutte le aree del Paese, e si potrebbe andare avanti per pagine e pagine…

Bisognerebbe investire decine di miliardi di euro nel mondo del lavoro, che invece neppure compare nella “lista della spesa” dell’Esecutivo. La grave crisi porterà a milioni di disoccupati (basterà aspettare Marzo 2021, allorché quasi certamente non verrà rinnovato il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori straordinari), a una perdita sostanziale delle ore lavorate e al tracollo delle le Partite IVA e dei lavoratori autonomi in generale. Il Governo dovrebbe immaginare di dare vita allo Stato Imprenditore descritto dalla Mazzucato (l’editore ha invece preferito tradurre il titolo in Stato Innovatore per non apparire socialista..). Questa crisi dovrebbe essere l’occasione per l’approvazione del nuovo Statuto dei Lavoratori e per la riforma degli ammortizzatori sociali per tutelare ogni lavoratore a prescindere dal contratto di lavoro.

Bisognerebbe investire seriamente nella formazione continua e perenne affinché i lavoratori siano in grado di stare al passo con lo sviluppo del mercato e dell’industria 4.0, magari defiscalizzando gli investimenti delle imprese.

Occorrerebbe obbligare per legge le aziende che hanno goduto in questi anni, e che ancora per anni ne usufruiranno, degli aiuti di Stato a far entrare rappresentanti dei lavoratori con poteri vincolanti nei Consigli di Amministrazione e mettere vincoli per poter accedere a tali aiuti come divieto di licenziamenti, obblighi di effettuare investimenti strutturali, divieto di delocalizzazione, ecc. Bisognerebbe entrare nel merito delle scelte industriali delle aziende strategiche, perché bisognerebbe entrare nel merito di cosa si produce e come (la famosa economia circolare…)

Prevedere per legge, a fronte degli aiuti economici, la riduzione dell’orario di lavoro (quanto meno di 7 ore in meno al mese per essere in pari con la Germania) a parità di salario per aumentare l’occupazione e arginare il crollo dei posti di lavoro. E anche in questo caso non basterebbe un libro intero per descrivere ciò di cui ci sarebbe bisogno…

Dato che anche stavolta nulla verrà fatto e perderemo anche questa occasione. Forse sarebbe il caso di rileggere un passo scritto da Julius Evola all’interno del Suo Cavalcare la Tigre:

“Non si tratterebbe di «contestare» e polemizzare, ma di far saltare tutto in aria: il che, al punto attuale, è ovviamente fantasia e utopia, con buona pace per uno sporadico anarchismo. Forse occorre che un destino si compia, che un ciclo si chiuda. Possibile e importante può essere solamente un’azione di formazione e di difesa interiore individuale, per la quale una formula adatta è: «Fa’ in modo che ciò su cui non puoi nulla, nulla possa su di te».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.