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EUROPA: INARRESTABILE DECLINO

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La Prima Guerra Mondiale ha rappresentato lo spartiacque: con il Trattato di Versailles si è dissolto, di fatto, il diritto pubblico europeo. La costituzione della NATO – nata sotto l’egida degli Stati Uniti – ha sancito la definitiva perdita di indipendenza da parte delle nazioni europee. 

Fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale, l’Europa rappresentava il centro politico, economico, culturale, del mondo intero. Dalla fine del XV sec., le nazioni del Vecchio Continente affacciate sull’Oceano Atlantico, si erano avventurate nell’esplorazione di terre sconosciute, acquisendo territori nel Nuovo Mondo oltre che in Africa ed in Estremo Oriente. Il possesso di spazi immensi e ricchi di ogni bene, fu alla base di fortissimi contrasti che sfociarono in ripetuti conflitti.

Per circoscrivere e disciplinare la guerra tra le nazioni europee, venne affermandosi lo “jus publicum europeum”, descritto ed analizzato in modo magistrale da Carl Schmitt nella sua opera fondamentale “Il nomos della terra”. Si trattava di una serie di norme volte a regolamentare quei conflitti che, soprattutto nel corso del XVI e XVII sec., erano degenerati in guerre dove la religione aveva assunto un ruolo fondamentale e nelle quali il fanatismo era sfociato troppo spesso in atti di crudeltà inaudita. Lo scopo era di razionalizzare ed umanizzare i conflitti per cui, alle lotte civili e di religione, venne a sostituirsi la guerra puramente statale. Attraverso lo “jus publicum europeum” si riconosceva al sovrano di ogni stato lo “jus belli” cioè il diritto di dichiarare guerra senza sindacare se ci fosse o meno “justa causa”. Questa legittimità conferiva ai due contendenti la stessa dignità di combattenti ed il concetto di nemico – justus hostis – assumeva forma giuridica, impedendo, in tal modo, che le guerre di fazione si traducessero fatalmente in guerre di annientamento, nelle quali i nemici erano equiparati a criminali, consentendo poi, con i successivi trattati di pace, la ripresa di normali relazioni tra stati, senza quegli strascichi che comportamenti crudeli lasciano alla fine di ogni guerra civile o di religione. Questo ordinamento aveva valenza soltanto nel continente europeo dove si cercava appunto di limitare e regolamentare l’uso della guerra ma non nel Nuovo Mondo, considerato spazio libero.

Verso la fine del XIX sec. sullo “jus publicum europeum” cominciò ad allungarsi la lunga ombra, proiettata dagli Stati Uniti d’America, il cui crescente potere iniziava a farsi sentire, pur nel suo caratteristico oscillare tra il chiaro isolamento e l’intervento universalistico – umanitario in tutto il globo. La Prima Guerra Mondiale ha rappresentato lo spartiacque: con il Trattato di Versailles si è dissolto, di fatto, il diritto pubblico europeo. Con l’incriminazione dell’imperatore di Germania Guglielmo II; la costituzione di un tribunale per giudicarlo; la trasformazione dello “jus belli” in un delitto di natura penalistica ed esteso in senso morale, a crimine contro l’umanità; la insensata creazione dal nulla, di stati disegnati sulla carta in base a concetti astratti, hanno gettato le premesse per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale – continuazione della guerra civile europea iniziata nel 1914 – feroce e sanguinosissima, culminata con la dissoluzione della sua civiltà. Il Tribunale di Norimberga, nel giudicare i tedeschi, ha, di fatto, condannato l’Europa. La propaganda di guerra aveva già indicato nei nazionalismi le cause di ogni male per cui è stato facile distruggere l’Idea di nazione, criminalizzandola con la semplice equiparazione Patria = Fascismo.

Con la Guerra Fredda, per dare un ulteriore colpo allo stato nazionale, si è inventato il mito dell’Occidente con il quale si voluto accreditare la tesi di una sostanziale comunanza di valori e finalità tra Europa e Stati Uniti da contrapporre al barbaro e sanguinario regime sovietico. In realtà, differenze sono enormi: gli USA hanno sempre avuto in odio gli europei per quel complesso di inferiorità che la ricchissima America nutre nei confronti di chi possiede tutto ciò che a lei manca: storia, tradizione, cultura, arte e non è un caso se la crisi europea ha inizio con l’apparizione sulla scena internazionale degli Stati Uniti d’America. Il calvinismo di fondo della mentalità statunitense, li porta a ritenere come la loro ricchezza rappresenti un dono di Dio per il suo popolo eletto, spingendolo ad esportare in tutto il mondo la sua visione del mondo che è comunque di natura prettamente materialistica. La costituzione della NATO – nata sotto l’egida degli Stati Uniti – ha sancito la definitiva perdita di indipendenza da parte delle nazioni europee. L’adesione all’Alleanza Atlantica le ha private di quelle prerogative che spettano agli stati sovrani: la possibilità di decidere la propria politica estera e la potenza militare necessaria a supportarla. Da allora, le strategie diplomatiche e militari si decidono, al di là dell’Atlantico.

La cultura cosiddetta “Occidentale” si basa essenzialmente sulla “American way of life”, lo stile di vita statunitense. Oggi, il nostro modo di pensare, agire, scimmiotta quello degli americani e veniamo assimilando le nuove tendenze provenienti da oltreoceano, sempre con una decina anni di ritardo. Gli europei non sono più italiani, tedeschi, francesi ma dei semplici individui – consumatori. Gli stati nazionali hanno progressivamente perso tutte le loro prerogative a favore di organizzazioni sovranazionali quali, appunto la NATO oltreché UE, BCE, WTO, OMS governate da burocrati sconosciuti che nessuno ha mai eletto ma che possono incidere profondamente sulle nostre vite e su quelle delle generazioni future.

Dopo la distruzione dell’Idea di nazione, la nuova frontiera è rappresentata dalla famiglia tradizionale che va smantellata ad ogni costo. Ecco perché attaccano l’intimità dei nostri corpi, la nostra identità sessuale, I media, alimentati dalla propaganda delle organizzazioni femministe, ben sovvenzionate e potentissime, inveiscono contro la mascolinità tossica avendo dichiarato guerra a tutte le forme di virilità, considerate aggressive. Gli uomini non osano più corteggiare una donna per paura di essere accusati di violenza. Colossi come Netflix, sfornano in continuazione serie TV e film a contenuto LGBT. La Disney, persiste nella sua politica di indottrinamento dei bambini per far loro credere come queste devianze siano in verità la realtà, nonostante le ripetute batoste subite al botteghino, le critiche, i flop, i soldi bruciati, con film e cartoni più politicamente schierati. Gli insuccessi della Sirenetta nera e la rivisitazione di Star Wars piena di personaggi con sessualità fluida, sono costati molto cari, in termini economici, alla casa cinematografica americana, che comunque continua imperterrita per la sua strada, con buona pace del suo fondatore che, se solo sapesse la china presa dalla sua creatura, si rivolterebbe nella tomba. Prima in America ed ora anche in Europa, si lavora per portare l’ideologia gender nelle scuole, con lezioni dedicate all’omosessualità e la fluidità di genere. Nel Regno Unito, già da tre anni, sono state istituite lezioni dove si promuove la “narrazione fluida” con la quale si convincono bambini di 11/12 anni come le persone possano nascere nel corpo sbagliato mentre a Roma, il sindaco Gualtieri, avvia negli asili comunali corsi LGBT.

Il risultato è rappresentato da bambini transgender nutriti a forza di ormoni, comprati e venduti; lo scandalo silenzioso della progressiva sterilità di massa; il declino dell’intera civiltà europea. Il legislatore ha eliminato espressioni come il buon padre di famiglia ed anche la femminilità diventa sospetta se non allineata alle istanze portate avanti dalle organizzazioni femministe. Rifiuto della maternità e disprezzo per le madri mentre si favoriscono pratiche come l’utero in affitto. Per i nuovi maestri di pensiero uomini e donne dovrebbero diventare due varianti intercambiabili delle stesso uomo nuovo, liberato da ogni determinismo biologico. Si propugna un’umanità asessuata ma il sesso non è soltanto realtà biologica in quanto, per sopravvivere, la società ha bisogno di generare, dell’incontro fertile tra uomo e donna. Per la sua stabilità, la comunità necessita della fecondità della coppia che si estenda nelle istituzioni politiche. Il simbolo di ciò è rappresentato dal padre e dalla madre di famiglia con le loro responsabilità derivate dalla libertà di partorire, allevare, educare i propri figli secondo le loro convinzioni. Lottare per proteggere i bambini che sono il nostro futuro, preservare a tutti i costi il primato dell’unità familiare affinché tutti i bambini possano a loro volta accogliere nel loro animo l’eredità di chi ci ha preceduto. E’ necessario dare loro punti di riferimento affinché possano diventare uomini e donne radicati, orgogliosi del proprio sesso e autenticamente liberi. La natura sessuale è la fonte della nostra fertilità, sia biologica che culturale. Virilità e femminilità, pienamente vissute, rappresentano le fondamenta di una società che voglia continuare a mantenersi viva nel tempo. E’ la complementarità a creare equilibrio stabile per la società a tutti i livelli, nella famiglia, nella comunità, così come a livello di civiltà. Una delle ricchezze della nostra cara, vecchia Europa è quella di aver saputo coltivare questo equilibrio e questa armonia tra i sessi in mille modi, nel tempo e nello spazio. I nostri antenati erano guerrieri ma anche artisti e poeti e le loro donne non avevano bisogno di travestirsi da uomini per affermare il loro potere anzi, la femminilità ha rappresentato, da sempre, una delle loro armi migliori. E’ la stretta collaborazione, libera e duratura tra uomini e donne ad ogni livello della nostra vita personale e comunitaria, che renderà proficui i rapporti tra i sessi, lasciando spazio ad ogni persona dir essere veramente feconda nella famiglia e nella società nel loro insieme.

Vivere pienamente la nostra identità di uomini, donne ed europei. Questo è l’ultimo bastione da difendere e dal quale, al momento giusto, passare al contrattacco. Nel mondo ci sono popoli in continua crescita demografica perché non contaminati da questa ideologia decadente, pronti a sommergerci, invadendo il nostro continente per distruggere le nostra civiltà anche attraverso la “cancel culture”, con la passiva complicità degli stessi pavidi europei che assistono senza reagire alla distruzione delle loro radici. Questo processo è iniziato da tempo, è necessario interromperlo prima che sia troppo tardi!

 

 

 

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