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MORIRE PER IL DOLLARO

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L’Impero decadente del dollaro è sempre più pericoloso, aggressivo, guerrafondaio. Le banche centrali gestiscono il disastro del debito insostenibile: alzano i tassi e strangolano Stati, banche commerciali e tutto il settore finanziario. Poi abbassano i tassi, e l’inflazione distrugge il potere d’acquisto delle valute. Finchè sussisterà il signoraggio del dollaro, imposto come moneta di riserva e degli scambi internazionali, non vi sarà pace nel mondo.

Tutte le società sono governate da una élite, che sfrutta e controlla il resto del corpo sociale. Ciò che fa della nostra élite anglo-americana un vero e proprio tumore maligno,  è che essa si regge sull’imposizione di una moneta di riserva internazionale, che è al contempo una moneta debito generatrice di un debito sempre crescente e non rimborsabile, quindi uno squilibrio essenziale e ingravescente nel tempo, compensabile solo con un’escalation incessante di depredazione e violenza. Fintanto che il dollaro o qualsiasi altra moneta debito verrà imposto come moneta di riserva e degli scambi internazionali, non vi sarà pace nel mondo.

Auspico che gli USA tornino ad essere una grande potenza produttrice ed esportatrice. Adesso sì sono ridotti a produrre poco ed esportare quasi niente (se non con l’imposizione, come il metano che ci vendono a prezzo quadruplo di quello che pagavamo alla Russia), e ad importare e comprare moltissimo dal mondo “pagando” con una moneta inflazionata e screditata, che devono imporre agli altri paesi con l’intimidazione e con la guerra, spacciandole per protezione della sicurezza internazionale: praticamente imitano l’estorsione e la “protezione” mafiosa, applicandole su scala globale. Ma non si può vivere per sempre di rendita ed estorsione.

In Italia, intanto, ci ritroviamo con una bella bomba finanziaria: in base ai nuovi Patti di stabilità l’Italia deve tagliare 13 miliardi all’anno di spese e contemporaneamente sostenere i costi per la guerra e per la Green transition: 273 miliardi stimati per l’efficientamento energetico della casa entro il 2030: semplicemente, non è possibile, se non facendo ciò che vogliono i falchi europei, ossia mettere le mani direttamente sul risparmio degli italiani. Non avrete più niente e sarete felici. Però l’Asse del Male sono gli altri. Col tempo la guerra mostra a tutti il suo vero volto, ma a pochi i suoi veri beneficiari, perché questi controllano le notizie.

Quando nel secondo dopoguerra l’Europa e il Giappone si legarono economicamente e monetariamente agli Stati Uniti, la cosa aveva un senso, perché questi avevano un’economia fortemente produttiva, trainante e a credito, mentre ora hanno un’economia produttivamente svuotata, fortemente a debito e parassitaria. Perciò oggi Trump minaccia sanzioni contro quei paesi, soprattutto Brics, che osino sostituire il dollaro come moneta di riserva e scambio internazionale, dicendo che sarebbe una sorta di sedizione. Ma la sua minaccia è una ammissione che il dollaro sta traballando, minato dalla profonda deindustrializzazione degli USA e sotto il peso dei 34.000 miliardi di debito pubblico, di cui più di un terzo formatosi dal 2020 in qua; e invero da tempo ormai il dollaro riesce ancora ad imporsi solo attraverso minacce, interventi militari e  colpi di stato contro i governi “sediziosi”, come in passato contro la Libia e l’Iraq.

Proprio perché agonizzante, l’Impero del dollaro è sempre più pericoloso, aggressivo, guerrafondaio, mentre i mezzi con cui le banche centrali gestiscono il disastro del debito insostenibile assomigliano all’accanimento terapeutico su di un malato terminale: alzano i tassi e strangolano Stati, banche commerciali e tutto il settore finanziario. Poi abbassano i tassi, e l’inflazione distrugge il potere d’acquisto delle valute.

Non c’è via d’uscita, ma solo un barcamenarsi alternando somministrazioni di stimoli monetari da una parte e strette sui tassi dall’altra: come dare a un moribondo un cocktail di farmaci per combattere i sintomi prima, poi un altro cocktail contro i loro effetti indesiderati, e dare a credere che il paziente possa guarire.  Analoga funzione pseudo terapeutica, mirante a guadagnar tempo espandendo il credito e l’emissione di titoli, hanno misure come la pandemia, la Green Transition e la crociata contro la Russia.

I gestori di questa manipolazione ci chiamano a pagare, rischiare e combattere per prolungare la vita al loro sistema fallimentare, mentre ci stanno costruendo addosso uno stato di sorveglianza e bio-manipolatore di tipo orwelliano, liberticida e depredante. Fallimentare non solo sul piano economico e monetario, ma anche su quello civile, sociale, culturale: una società in via di impoverimento e disgregazione all’insegna di una crescente ingiustizia. E che non riesce nemmeno a imporsi contro un nemico che è un ventesimo in fatto di PIL e un decimo in fatto di popolazione.

Gli interventi che si fanno su sistemi molto complessi, quale è lo scacchiere mondiale, producono effetti spesso opposti a quelli preannunciati. Così, mentre nuoce gravemente a noi, l’insieme delle sanzioni teoricamente dirette contro la Russia, che doveva tagliare le gambe a quel paese entro pochi mesi, sta invece rafforzando la sua economia perché spinge Mosca ad investire nella propria industria, nel renderla indipendente, e a uscire dal globalismo commerciale, rafforzando al contempo i rapporti con la Cina, l’India e persino la Corea del Nord. Inoltre, la risana psicologicamente dalle manie cretine e alienanti importate dall’Occidente, manie di correre dietro ai brands e alle griffes. La gente si rivolge di più alle cose vere, allo studio  e alla cultura.

Noi invece stiamo spendendo e arrischiando non per difendere non l’Ucraina o Israele, bensì il vacillante signoraggio internazionale del dollaro. È dura essere vassalli del paese detentore della moneta di riserva internazionale, soprattutto da quando questo è sovraindebitato. Non bisogna dimenticare mai che, storicamente, l’Unione Europea è un progetto della CIA così come  Pinochet, Zelenski e le primavere arabe; mentre l’Italia unificata del 1861 fu un progetto della classe bancaria londinese, così come la Jugoslavia del 1918.

Intanto, però, la Russia che tiene testa anche industrialmente all’occidente pur avendo un PIL pari a un ventesimo, confuta del mito del PIL come misuratore della forza economica di una nazione, e raccomanda di usare invece il PPP, PURCHASE POWER PARITY, cioè il potere d’acquisto comparato. Altrimenti si continuerà a scambiare per ricchezza reale il fatturato di improduttivi servizi e scambi finanziari, inutili sia per sfamarsi che per combattere una guerra, e che possono venire imposti al mondo soltanto con la minaccia.

 

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