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Il gioco degli interessi: analizzare realisticamente la crisi

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Molti anni orsono, un professore di matematica attuariale, richiesto dal Ministero del Lavoro di una valutazione delle coperture pensionistiche in proiezione, riferì al ministro che mancava un terzo delle coperture, che si andava verso un dissesto, e che quindi bisognava ristrutturare il settore con urgenza per evitare una crisi sociale. Il ministro gli rispose: “Non vi è urgenza, non vi sarà crisi sociale: finché il sistema regge, la gente ci darà consenso; quando andrà in dissesto, saremo noi a gestire la ristrutturazione nell’emergenza, e questo ci darà un potere enorme.” Le raccomandazioni del professore non ebbero seguito, e si arrivò così alle traumatiche riforme della previdenza.

L’aneddoto mostra che il professore, l’esperto, non aveva capito il suo ruolo e la cornice in cui lo svolgeva rispetto al politico suo committente. La parola-chiave è il “ci’ usato dal ministro, che demarca un gruppo di interesse organizzato (i politici di professione), per il quale la crisi è un’opportunità, e individua il suo interesse particolare rispetto a quello organico del corpo sociale.

Perché le cose vengono fatte come vengono fatte e non in un altro modo, che magari in astratto appare più efficace? La prasseologia(1) è la scienza umana empirica (cioè basata sui fatti) che studia i fatti, gli eventi, in cui entra l’agire umano: sistemi e vicende altamente complesse, con moltissime variabili e incognite, come quella sopra delineata(2). Si applica alle scienze socio-economiche. Non procede, quindi, e non potrebbe procedere, come le scienze naturalistiche, cioè non parte principalmente dall’osservazione di fatti (sperimentali o spontanei), l’estrapolazione delle regolarità statistiche (correlazioni), la formulazione di ipotesi e il loro controllo sperimentale, fino a ricavare una teoria esplicativa-predittiva, o legge naturale, con l’impiego di moltissima matematica. Parte dalla conoscenza intuitiva dei caratteri generali del comportamento umano: la sua intenzionalità, i suoi scopi, i conflitti di interessi, i modi con cui si decide specialmente disponendo di informazioni limitate e tempi limitati, la game theory, etc.

La struttura attanziale è l’interazione degli attanti, che sono i soggetti partecipanti a una vicenda, vuoi come attivi, vuoi come passivi, vuoi come ausiliari, vuoi come interferenti con le linee di azione degli altri(3). Il vocabolo deriva dalla narratologia, o studio dei racconti di vicende.

Come nel caso del professore e del ministro, lo schema pressoché costante degli studi sui temi pratici -dall’ordine pubblico ai trasporti, dalla pedagogia alla medicina pubblica, e ovviamente anche alla gestione sanitaria ed economico-finanziaria della pandemia- vede un esperto che fa un’analisi della situazione presente esponendo disfunzioni, risorse, carenze, incertezze, rischi, obiettivi, prospettive e proponendo una o più soluzioni; il tutto convalidando il suo paper con numerose citazioni dalla letteratura accreditata come scientifica in quel settore. Il paper è formulato rivolgendosi a una figura decisionale, che si suppone interessata a decidere per il bene collettivo. Il rapporto si conclude con un “bisognerebbe (fare questo, quello)”. Non tiene conto degli interessi particolari del suo committente o destinatario. Psicologicamente, l’esperto si comporta come il figlio primogenito che si rivolge al padre per informarlo e consigliarlo su come meglio gestire la famiglia. E questo è un errore di impostazione, perché il politico non è un padre di famiglia che veda il popolo come un fine. Lo vede e lo tratta come un mezzo. Infatti, le decisioni che vengono prese dai decisori vanno solitamente in altro senso e con altri tempi rispetto alla raccomandazione dell’esperto, persino di fronte alla chiara evidenza delle sue ragioni, con notevole danno collettivo, di cui nessuno risponderà, di solito nemmeno politicamente, perché l’elettorato è distratto, dimentica, e l’informazione è filtrata.

Qualora, in qualità di esperti e consulenti, si voglia raggiungere una certa efficacia previsionale in ordine a ciò che avverrà, e una certa capacità di capire perché avviene ciò che avviene, se non anche una ragionevole capacità di influenzare i decisori, è indispensabile adattare l’impostazione alla realtà.

A questo fine, consiglio di introdurre un approccio prasseologico di analisi, orientato in senso teleologico e attanziale(4): in pratica, di fronte a un tema -ad es., se e come riformare l’insegnamento- si incomincerà individuando i soggetti coinvolti a vario titolo (attanti), portatori di un interesse:
-i committenti-finanziatori dell’esperto e l’esperto stesso
-il governo
-le istituzioni sovranazionali
-gli alunni
-le famiglie
-gli insegnanti
-i direttori didattici
-i sindacalisti degli insegnanti
-i partiti politici
-i direttori ministeriali
-i fornitori della scuola (case editrici, industria informatica)
-i futuri datori di lavoro
-la concorrenza (scuola privata)
-la Chiesa
-la popolazione generale, o l’insieme degli utenti.
Come secondo passo, bisognerà individuare, di ognuno di questi soggetti:
-gli interessi e i vincoli
-l’orizzonte temporale: di brevissimo, breve, medio, lungo periodo
-le capacità di azione (coesione e capacità organizzativa, forza economica, poteri istituzionali, capacità di influenzare l’opinione pubblica)
-le conoscenze e la comprensione della materia
-le interazioni con gli altri soggetti.
Come terzo passo, bisognerà individuare le risorse
-di bilancio
-di insegnanti e altro personale
-di discenti
-di mezzi materiali (compresi quelli finanziari e mediatici)
-di dati e loro elaborazione.

Come quarto passo, bisognerà mappare l’elemento kairòs, ossia le contingenze sulla linea temporale che possono influenzare la vicenda (ad es., scadenze elettorali, di bilancio, negoziati internazionali).

Infine, sarà necessario capire come, ossia per l’interazione di quali fattori soprattutto tra quelli sopraelencati, si è arrivati alla situazione presente; e ricercare se vi sono precedenti di simili situazioni nella storia nazionale o di paesi consimili, che possiamo studiare utilmente.

Tutto questo, perché ciò che avverrà sarà il vettore risultante dell’interazione (somma) vettoriale(5) di quei soggetti in base agli altri fattori indicati, e se non si tiene conto di questi la capacità previsionale sulla vicenda sarà pressoché nulla, quella di influire su di essa quasi nulla, e quella di comprensione sarà limitata agli aspetti ‘inerti’, materiali. Di regola sono all’opera interessi contrastanti, di parte, e ciò che è bene per un attante (un insieme di soggetti) è male per un altro; gli interessi più concentrati sono vincenti su quelli diffusi; l’interesse più debole, quindi, e meno considerati, è quello della collettività, dei fruitori del servizio pubblico, dei contribuenti. Esso sarà soddisfatto, di regola, solo scarsamente e incidentalmente al perseguimento di interessi altrui. Ciascuna categoria scarica le proprie esternalità su quella più debole in quanto portatrice di un interesse maggiormente diffuso-disperso. Così la classe apicale (quella politico-burocratica, in questo caso) scarica sulla categoria degli insegnanti, e questa a sua volta sulla categoria generale degli utenti, ossia studenti e famiglie. Sulla collettività, sui contribuenti, sull’utenza, sulle generazioni future si scaricano le esternalità degli attanti forti e dei loro interessi di breve termine. Tutto ciò rende comprensibili comportamenti altrimenti paradossali nella loro noncuranza rispetto a occasioni d’oro per il bene comune, che vengono sprecate; o ad errori grossolani e costosi che vengono commessi sebbene evitabili: non sono errori per l’attante che li opziona. E rende comprensibile l’inefficienza complessiva del sistema, soprattutto nel lungo termine.

Solo per fare qualche esempio immaginario:

in una situazione di crisi della scuola per inadeguatezza ai tempi,
-il governo vuole prioritariamente rispettare limiti di spesa e pensa solo al breve periodo finanziario, non al ritorno dell’investimento nell’istruzione – cioè ha un orizzonte di breve periodo, anche perché il loro mandato è di breve termine;
-sceglie quindi un esperto che presenti un’analisi tale da portare a una proposta poco costosa;
-certi partiti politici e i sindacalisti vogliono prioritariamente sistemare insegnanti precari che costituiscono una componente importante del loro elettorato e della loro fonte di reddito; si oppongono a innovazioni che ridurrebbero il bisogno di personale (informatizzazione);
-i parlamentari vogliono evitare temi divisivi per non rischiare, con una crisi di governo e lo scioglimento delle camere, di perdere il seggio e l’appannaggio;
-gli insegnanti sono mediamente vecchi e si oppongono a innovazioni che li costringerebbero a una faticosa riqualificazione, e sono disinteressati e scettici all’idea di adeguare l’insegnamento;
-l’industria informatica preme per informatizzare al massimo la scuola, e promuove una campagna mediatica a sostegno;
-i discenti hanno scarsa capacità di attenzione all’insegnamento perché sono cresciuti al piccolo schermo; hanno anche poca stima della cultura;
-la scuola privata e la Chiesa vogliono ricevere una quota del maggiore investimento;
-i sindacati datoriali chiedono il forte potenziamento dell’insegnamento e della formazione in materie per le quali manca il personale e il materiale didattico;
-viene varata una riforma che accontenta determinati soggetti prevalenti, ma poi non si riesce ad attuarla per resistenze e carenze del personale e/o per mancanza di mezzi e/o per carenze cognitive degli alunni.

Aggiungo un esempio preso dalla mia esperienza diretta, ossia il Canale Navigabile Milano-Cremona-Po(6). Riprendendo un’idea già vecchia a quei tempi, nel solco della multisecolare navigazione interna padano-veneta sui navigli e sui fiumi maggiori, e in conformità alle migliori pratiche di trasporto europee, nel 1936 il governo istituì, dotandolo di un cospicuo patrimonio immobiliare, un Consorzio di enti pubblici, con sede a Milano, per la costruzione di un’idrovia per collegare la zona industriale di Milano e altre minori) mediante vie d’acqua al mare. I lavori non iniziarono a causa della guerra. Furono avviati negli anni ’60. Nel 1969 mio padre, Gabriele, ingegnere idraulico e dei trasporti, fu nominato direttore tecnico del Consorzio. Completò il porto fluviale di Cremona collegandolo al Po, e la progettazione del canale fino alla zona milanese (attuale quartiere Porto di Mare).

L’opera era di indubbia convenienza per la collettività, perché avrebbe ridotto fortemente il consumo di carburante (a parità di peso, il trasporto su acqua costa un settantesimo di quello su strada), l’inquinamento, il traffico stradale pesante. L’opera, benché caldeggiata di molti imprenditori ed enti pubblici, non fu realizzata (il canale si fermò dopo una dozzina di chilometri, un puro spreco di denaro del contribuente) a causa dell’opposizione di alcuni interessi forti, organizzati, particolaristici, contrari al bene collettivo: il gruppo Fiat, interessato a produrre autocarri; i sindacati dei metalmeccanici, timorosi di perdere posti di lavoro; i proprietari delle terre che sarebbero state espropriate. Il Consorzio fu sciolto il 31 Dicembre del 2000.

Ricordo che in una certa fase, in cui ancora si cercava di portare avanti l’opera, il governo stanziò una forte somma per la navigazione interna. Mio padre mi riferì che era andato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici pensando che finalmente il canale sarebbe stato finanziato, ma colà apprese che solo una piccola quota della somma sarebbe andata al canale, perché la somma doveva essere ripartita su base regionale. In realtà, la navigazione interna è possibile, per ovvie ragioni geografiche, solo in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, oltre a due brevi tratti dell’Arno e del Tevere. Quindi non aveva alcun senso disperdere i fondi a pioggia su tutte le regioni. Gli fu però spiegato che gli equilibri partitici esigevano la distribuzione su base regionale, in una sorta di par condicio clientelare: ciascun boss politico doveva portare una quota della somma nel suo collegio elettorale.

Bisogna quindi tener sempre presente, nello studiare e progettare la gestione delle crisi, che la competizione politico-elettorale lascia pochissimo spazio per piani di interesse generale e di medio e lungo periodo, mentre praticamente obbliga i decisori agli sprechi clientelari per rispondere a interessi di brevissimo termine e particolari.

Evidentemente, vicende come quelle narrate sopra non è trasferibile in un modello matematico di tipo fisico o chimico ai fini di formulare previsioni: è troppo complesso e troppo dipendente dal pensiero e dalle volontà di soggetti umani. E’ per questa ragione, che il metodo prasseologico è stato introdotto. Un metodo che sto proponendo, con questo scritto, di integrare con l’analisi della struttura attanziale orientata ai singoli interessi in campo.

L’opportunità di questo approccio è resa evidente dalla corrente crisi pandemica, nei suoi aspetti sia epidemiologici che economici, interessi che rendono la persecuzione dell’interesse collettivo, dell’interesse diffuso, non solo impossibile ma anche non liberamente discutibile. Inoltre, il contrasto di interessi in campo impedisce di discernere gli elementi fondamentali della realtà. Intorno alla gestione di questa crisi, invero, si incrociano linee di interessi e di azione (attiva e passiva) diverse e divergenti, e perlopiù non chiare, anche perché sono in lizza interessi di parte non confessabili.

Vi è un’industria farmaceutica che paga una ricerca e una divulgazione presentate come scientifiche ma sempre meno credute tali perché sempre più percepite come prezzolate, orientate dal business, oltre che incerte, mutevoli e contraddittorie nelle loro affermazioni, quindi molto lontane dall’essere scienza-episteme.

Questa industria, un potentissimo global player, è quella che gestisce i laboratori dove si elaborano virus e batteri, da uno dei quali, il P4 di Wuhan, secondo numerose fonti, di cui alcune autorevoli come la Casa Bianca(7), sarebbe uscito il Covid 19; e al contempo elabora e venderà, per un futuro profitto che le verrà da commesse pubbliche, un promesso vaccino per debellare il virus, creando questa aspettativa e oscurando il fatto che questo tipo di virus è mutevole, quindi il vaccino non può essere la soluzione, come non lo è per i virus delle influenze invernali, che pure mutano annualmente, sicché il vaccino disponibile per un inverno è contro il virus dell’inverno prima, quindi perlopiù inefficiente e controproducente (mobilizza e focalizza le difese immunitarie sulla lotta a un virus diverso da quello d’annata), o meglio producente per i suoi produttori perché, aumentando le malattie, aumenta la vendita dei farmaci.

Queste esigenze corporate, estremamente forti essendo l’industria farmaceutica una delle più grandi su scala planetaria, si scaricano sui governi.

Altri interessi possono premere (e si deve verificare empiricamente se lo fatto effettivamente) sui decisori pubblici italiani:

-quelli della mafia(8), di poter acquisire le imprese che entreranno in crisi finanziaria a causa del lockdown e dei mancati aiuti statali (cosa che già avviene, come segnalato dal pm Gratteri(9), grazie ai ritardi del governo nell’erogare gli aiuti e la cassa integrazione);
-quelle di investitori stranieri, pure interessati a che imprese private e pubbliche entrino in crisi, per poterle rilevare; e a partecipare a privatizzazioni necessitate dai bisogni finanziari dello Stato, il cui debito si prevede ascenderà a oltre il 154% del PIL;

-quelle di fondi di investimento stranieri, interessati a che si produca una diffusa insolvenza onde poter acquisire a prezzi irrisori i crediti in sofferenza e gli assets posti a loro garanzia;
-quelle della grande distribuzione, soprattutto straniera, che ha interesse a che le piccole e piccolissime imprese italiane, iniziando dai bar e dai ristoranti, chiudano, onde poter occupare il loro spazio di mercato assorbendo i lavoratori ex autonomi con contratti precari e poco remunerati;
-quelle della Germania e dei suoi paesi affini, che mirano da un lato ad assicurarsi la continuità della collaborazione subalterna dell’industria italiana nelle loro filiere produttive, e dall’altro ad acquisire industrie e infrastrutture italiane, per assicurarsene il controllo, come già ha fatto in ampia misura (vedi vicenda Unilever) con l’Italia assieme alla Francia (da qui il timore diffuso di fare la fine della Grecia);
-quelle della pubblica amministrazione, che è alle prese con diversi problemi:
a)l’indagine giudiziaria(10) a carico della Regione Lazio sull’acquisto di mascherine a prezzo gonfiato e poi non consegnate (regione Lazio presieduta da Zingaretti, segretario del PD, uno dei due principali partiti di governo);
b)la spesa di centinaia di milioni e la sospensione per mesi molti trattamenti diagnostici e terapeutici negli ospedali per allestire centri Covid 19 basati sulla terapia intensiva e i ventilatori, mentre ora risulta che la malattia non è respiratoria ma circolatoria e raramente richiede terapia intensiva;
c) il fatto che quasi tutti i decessi sono dovuti ad errore diagnostico (diagnosi di polmonite interstiziale) e terapeutico (ventilazione) (11);
d) le contestazioni che i numeri dei morti per Covid 19 siano stati intenzionalmente gonfiati prescrivendo ai medici di dichiararlo come causa di decesso, qyale che sia la effettiva causa di decesso, ogniqualvolta risulti positivo il test mediante tampone, il quale risulta però dare un 70% circa di falsi positivi; la questione sarebbe aggravata qualora emerga che la cremazione immediata delle salme, asportandole con autocarri militari, senza fare le autopsie, avesse il fine di impedire l’accertamento dell’effettiva causa del decesso e degli errori diagnostici.

Vi sono poi le possibili pressioni dell’OMS, che diede le indicazioni errate circa la natura della malattia e che ora ha un serio problema di immagine e di finanziamenti, avendo perso il principale sovvenzionatore (gli USA) e vedendo minacciato il secondo maggior sovvenzionatore (Bill Gates) da una campagna di inchiesta sui suoi traffici (uso delle donazione della sua fondazione all’OMS per ottenerne direttive profittevoli per le società industriali del suo gruppo), e dalle accuse della Casa Bianca;

-quelle della politica in generale, che ha trovato nell’emergenza un’occasione per aumentare i propri poteri in deroga o sospensione della Costituzione, e che può mirare a un incremento di profitti per intermediazione politica in quanto si profilano prelievi fiscali eccezionali ed eccezionali redistribuzioni di aiuti; i prelievi tributari eccezionali storicamente tendono a diventare permanenti (notorio è che paghiamo ancora le accise sulla benzina istituite per la guerra d’Africa).

L’azione politica è stata facilitata dall’allineamento dei mass media al governo e dal fatto che la percezione popolare del danno è scaglionata nel tempo: nella prima fase, hanno prevalso la paura fisica e il consenso intorno al governo come punto di riferimento e rassicurazione; nella seconda fase si concretizzano i danni e i timori economici, nonché i sospetti sulla gestione della crisi; nella terza, che sarà inevitabilmente caratterizzata da una marea di licenziamenti e di morti aziendali (e probabilmente da forti prelievi fiscali), è da attendersi una crisi sociale energica, assieme a un’esasperazione della questione settentrionale, in quanto il Nord è stato molto più colpito, rispetto al Sud, sia dal contagio che dai suoi effetti economici, essendo più basato sul lavoro autonomo e sull’impiego privato.

In quanto sopra detto circa gli interessi economici di mafia, Germania, fondi di investimento va verificato, con la ricerca basata sui fatti, se stiano le cause per le quali il governo italiano, in clamorosa differenza da altri governi, non eroga o ritarda i sostegni alle imprese e alle famiglie, mandandole in crisi.
Va pure verificato se stia la ragione per la quale il governo insiste che concederà la normalità solo quando vi sarà il vaccino, e al contempo si interessa tardi, poco o punto ai farmaci per curare la malattia.
Analogamente bisognerà ricercare in quanto sopra la possibile ragione per cui il governo italiano non ha preso le misure più ovvie a tutela della salute pubblica: prescrivere l’assunzione di vitamina D e la chiusura degli impianti che emettono polveri sottili.
Medesima verifica anche per il fatto che il governo italiano, per giustificare provvedimenti sospensivi della costituzione e di diritti costituzionali inviolabili, ha ritardato di circa due mesi gli interventi anticontagio e in seguito ha sempre diffuso dati statistici privi di valore scientifico (mancanza di validi campionamenti), esagerati per creare terrore, in quanto riportanti come dovuti al virus tutti i decessi, anche quelli dovuti ad altre malattie – vedasi i dati autoptici, quelli dell’ISS, quelli dell’Istat, dai quali risultano meno morti causati da Covid 19 di quanto dichiarato dalla Protezione Civile(12);
I governi sono presi da ulteriori, confliggenti esigenze:
-non alienarsi il consenso sia in conseguenza del contagio, sia in conseguenza delle misure anticontagio – cosa che lo motiva a controllare e manipolare l’informazione;
-mantenere una coesione interna di maggioranza;
-sfruttare la crisi come opportunità per allargare e consolidare il potere politico anche modificando la costituzione materiale in senso autocratico, a rendere la popolazione apatica di fronte a divieti arbitrari, a far accettare dispositivi di tracciamento individuale dei cittadini, e a coltivare opportunità di affarismo (intermediazioni politiche su forniture connesse alla crisi – vedi il citato affaire delle mascherine della Regione Lazio); per i governi dei paesi egemoni, si tratta anche di approfittare per consolidare e sviluppare l’egemonia sui paesi subalterni.
Quanto sopra è solo l’inizio dell’elaborazione di una mappa prasseologico-attanziale per l’interpretazione, la previsione e la formulazione di proposte in questa vicenda pandemica. Lo schema sarà soggetto a verifica e correzioni in base ai dati empirici obiettivi che via via saranno acquisiti e che risulteranno conformi o difformi rispetto alla mappa.

1 Murray Rothbard, Praxeology: The Methodology of Austrian Economics – originariamente apparso in The Foundations of Modern Austrian Economics, Edwin Dolan, ed. (Kansas City: Sheed and Ward, 1976), pp. 19–39.

2 Murray Rothbard, Praxeology as the Method of the Social Sciences, in Phenomenology and the Social Sciences, Maurice Natanson, ed. (Evanston, Ind.: Northwestern University Press, 1973), vol. 2, pp. 31–61.in Economic Controversies, 2011, Von Mises Institut, pagg. 29-59.

3 1973, „Les actants, les acteurs et les figures, in C. Chabrol et alii, a cura, Sémiotique narrative et textuelle, Paris, Larousse (ripreso in Greimas 1983b).

4 Secondo Greimas, I sei tipi di attanti sono:
-il soggetto attivo, protagonista;
–il soggetto passivo, la meta
-l’oppositore
-l’aiutante
-l’incaricante, colui che dà la missione al protagonista
-beneficiario, colui che riceve il risultato dell’azione del soggetto
La struttura attanziale si dispone su tre assi:
-Asse progettuale: porta il protagonista e la sua meta
-Asse conflittuale: tra il protagonista e l’oppositore
-Asse comunicativo: il compimento della storia in cui il protagonista raggiunge la meta e consegna il risultato al beneficiario, che può essere il protagonista stesso.
La strutturazione attanziale consiste nel collocare ciascun attante della fattispecie reale, del caso che stiamo studiando, nella corrispondente figura tra le 6 sopra indicate e sui rispettivi assi.

5 Ai nostri fini possiamo figurarci grossolanamente come un oggetto pesante tirato contemporaneamente in diverse direzioni e con diverse forze, variabili nel tempo, da diversi soggetti. L’oggetto pesante si muoverà nella direzione e con la velocità risultante dall’interazione dei detti soggetti. Se la forza risultante dalla detta interazione sarà insufficiente a vincere l’attrito, l’oggetto non si sposterà. Il vocabolo ‘vettore’, ‘vector’, deriva da ‘veho’, ‘trasporto’.
6 https://www.agenziapo.it/idrovia/idrovia-milano-cremona
7 https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52496098
8 Cafiero De Raho: “La pandemia accresce i rischi di infiltrazioni mafiose”, in https://www.firstonline.info/cafiero-de-raho-la-pandemia-accresce-i-rischi-di-infiltrazioni-mafiose/
9 Gratteri: ”Prolungamento della pandemia? Il rischio delle mafie aumenterà”http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/78557-gratteri-prolungamento-della-pandemia-il-rischio-delle-mafie-aumentera.html
10 Regione Lazio e mascherina gate: spunta un altro preventivo … – in: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/lazio-mascherina-gate-ditta_777169.shtml
11 https://meridionews.it/articolo/86908/corpi-negati-e-niente-autopsie-sui-morti-da-covid-19-lesperto-sbagliamo-avremmo-informazioni-preziose/
12 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

BIBLIOGRAFIA :
Agenzia Po – https://www.agenziapo.it/idrovia/idrovia-milano-cremona
Antimafia 2000 – Gratteri: ”Prolungamento della pandemia? Il rischio delle mafie aumenterà”http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/78557-gratteri-prolungamento-della-pandemia-il-rischio-delle-mafie-aumentera.html
BBC –https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52496098
Chabrol e all. (a cura di)„Les actants, les acteurs et les figures, in Sémiotique narrative et textuelle, Paris, Larousse

First on Line – Cafiero De Raho: “La pandemia accresce i rischi di infiltrazioni mafiose”, in https://www.firstonline.info/cafiero-de-raho-la-pandemia-accresce-i-rischi-di-infiltrazioni-mafiose/

Iene. Mediaset – Regione Lazio e mascherina gate: spunta un altro preventivo … – in: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/lazio-mascherina-gate-ditta_777169.shtml

Istituto Superiore di Sanità – Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

Meridione News – in https://meridionews.it/articolo/86908/corpi-negati-e-niente-autopsie-sui-morti-da-covid-19-lesperto-sbagliamo-avremmo-informazioni-preziose

Rothbard, Murray, Praxeology: The Methodology of Austrian Economics – originariamente apparso in The Foundations of Modern Austrian Economics, Edwin Dolan, ed. (Kansas City: Sheed and Ward, 1976), pp. 19–39.

Rothbard, Murray, Praxeology as the Method of the Social Sciences, in Phenomenology and the Social Sciences, Maurice Natanson, ed. (Evanston, Ind.: Northwestern University Press, 1973), vol. 2, pp. 31–61.in Economic Controversies, 2011, Von Mises Institut, pagg. 29-59.

 

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