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Il governo Ursula, ovvero l’avvocato del diavolo

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Plaude l’Unione europea e arriva anche la benedizione di Trump. E Conte, genuflesso ai Poteri Forti declama:“Sarà un governo inclusivo e filo Ue”. 

 

Così parló il presidente di una sparuta parte d’italiani a tutto il Paese:
“Il Presidente della Repubblica ha il “dovere ineludibile” di verificare se in parlamento esiste una maggioranza…”
VERO!

Ma non è ozioso rammemorare ogni tanto qualche pagina di storia, ad esempio quella sull’ascesa del fascismo.

Caduto il debole governo Facta, dopo un periodo di scioperi (il cosiddetto biennio rosso, 1919-20), caratterizzato da violenza e illegalità diffusa cui esso non era riuscito a porre rimedio, e che aveva visto gli squadristi fascisti in contrapposizione ai socialisti, ai sindacati e alle leghe contadine, il 29 ottobre 1922 Vittorio Emanuele chiede formalmente a Mussolini di formare il nuovo esecutivo, nel rispetto delle norme previste dallo Statuto Albertino. Il primo governo Mussolini, al quale partecipano anche ministri liberali, ottiene il voto di fiducia di un ampio fronte parlamentare che va dalla maggioranza dei liberali al partito popolare (306 voti favorevoli e 116 contrari). Utilizzando i poteri costituzionali, tra il 1922 e il 1925, Mussolini svolge un sistematico processo di fascistizzazione dello Stato, delle sue strutture e del suo ordinamento, gettando le basi della dittatura. Pertanto in questa fase egli agisce entro le previsioni della normativa vigente. La dittatura si annida dentro le maglie della legge dove inizia la cova del suo mostro.

E torniamo a noi: il 9 agosto 2019 Matteo Salvini stacca la spina del governo glialloverde, chiedendo di andare ad elezioni.
Colpa della Lega, colpa di Salvini!? Siamo seri, non è certo stato lui a volersene andare, col 38% alle europee ed una serie innumerevole di importanti vittorie nelle amministrazioni locali! Al contrario lo hanno isolato in Italia mediante i cosiddetti alleati di governo che, all’apparenza inspiegabilmente, più perdevano consensi più divenivano arroganti finché, con l’elezione della Von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, hanno gettato la maschera: si sono alleati col PD nel sancire il volto della dittatura liberista ed in tal modo a Bruxelles sono riusciti, restando nelle maglie della Costituzione, a buttar fuori dal governo italiano Salvini, reo di difendere i confini della sua patria e di cercare di tutelarne gli interessi, contro quelli dell’asse di Aquisgrana, così come annunciato in campagna elettorale ed in virtù dei poteri che il ministero da egli ricoperto gli conferiva.
Ecco il capolavoro del potere!

Infatti a questo punto l’inciucio è fatto: PD e 5S si accordano per estromettere Salvini, mantenere le poltrone ed andare al potere senza il voto o addirittura contro il voto popolare ( proprio il PD, che negli ultimi 10 è stato al governo 6 anni senza vincere le elezioni)!

La successiva mossa di Conte è quella di non rassegnare le dimissioni e far gestire la crisi a Mattarella (sic!) il quale parlamentizza la crisi stessa e, manco a dirlo, esperito il teatrino delle consultazioni, conferisce a Conte, fresco dei fasti del G7, l’incarico di formare il Conte bis!

Ma sarebbe erroneo ritenere che costoro siano mossi soltanto dall’attaccamento alla poltrona, questo costituisce l’aspetto soggettivo e meno grave. Costoro, i burattini di Bruxelles, che hanno calpestato la volontà del 38% del popolo italiano, agiranno per portare a termine l’opera già intrapresa, appunto secondo i desiderata di Bruxelles che ben conosciamo: banche, lavoro, migrazione, delocalizzazione, svendita del patrimonio pubblico, desovranizzazione e quindi de democratizzazione, aziendalizzazione integrale della scuola con distruzione della cultura classico formativa, e patrimoniali volute dalla classe dominante liquido-finanziaria per massacrare i già martoriati ceti medi…

Plaude l’Unione europea e arriva anche la benedizione di Trump. E l’amico di Soros, Junker, supera tutti, paragonando Conte a Tsipras che infatti tradì il proprio popolo, portandone lo scalpo a Bruxelles.

Plaude l’Olimpo finanziario con lo spread calante e il festoso giubilare dei mercati apolidi.

E Conte, genuflesso ai Poteri Forti quindi improvvisamente incoronato da parte dei potenti quale grande statista, da funzioni notarili che aveva, declama:“Sarà un governo inclusivo e filo Ue”, dando, lui sì, prova di forbito eloquio, per dire che sarà un governo servo di Bruxelles e coi porti sempre aperti, al fine portare a termine la terzomondizzazione dell’Europa via Italia, secondo i desiderata dei deportatori di schiavi dall’Africa. Già da oggi puntualmente ecco giungere navi cariche di donne e infanti, per smentire l’accusa che i migranti siano tutti giovani maschi prestanti, ecco la vigliacca strategia di chi non si fa scrupoli ad usare persino i neonati a scopi propagandistici per far accettare, mediante la deportazione travestita da falso umanitarsimo, la finalità di rendere il mondo un piano liscio per lo scorrimento di merci e persone, con evidenza queste ultime, non a caso chiamate dalla neolingua dei mercati “risorse”, ridotte a merci.

Ma il fallimento inglorioso del governo gialloverde ci impone un’altra riflessione sofferta quanto necessaria.

Cosa pensa ora la maggioranza dei cittadini italiani che ha votato in massa per le forze, diffamate dal pensiero unico come “populiste” e “sovraniste”, convinta di poter cambiare le cose e mandare a casa i politici servi di Bruxelles che da decenni depredano l’Italia e operano incessantemente per distruggerne l’identità culturale? Il rischio che vengano frustrate queste aspettative è effettivo, così come è effettivo il rischio che 4 anni di porti aperti e ius soli stravolgano definitivamente la morfologia socioculturale del nostro Paese, in un processo etrodiretto ed irreversibile tale per cui andare a votare diverrà del tutto inutile. Se votare servisse a qualcosa, non ce lo farebbero fare; infatti questa volta non ce l’hanno fatto fare, la prossima, dopo che l’onda anomala globalista avrà travolto tutto, potrebbe anche non esserci.

Dunque questo è un governo giuridicamente legittimo ma politicamente vergognoso, in una sorta di perpetuazione del dramma di Antigone.

Se è vero infatti che la Costituzione prevede la possibilità di questo rimpasto sui generis di governo, nella fattispecie tra coloro che peraltro avevano chiesto la fiducia degli elettori in campagna elettorale proprio opponendosi a coloro coi quali ora si alleano, essa prevede anzitutto che la sovranità appartiene al popolo e che quindi si possa votare e in certe situazioni si debba!

L’amarezza e lo sconcerto sono papabili tra la gente. L’opinione che accomuna quasi tutti è che fosse giusto andare al voto, ed è qui che emerge il conflitto tra il piano giuridico e quello della giustizia È sempre giusto ciò che è giuridicamente legittimo? Potrà mai il diritto prevedere tutte le fattispecie possibili? La norma giuridica, dettata al fine di scongiurare certi nefasti eventi, una volta emanata vive di vita propria, a prescindere dalla volontà del legislatore, e può accadere che, aggirandosi nelle maglie del diritto, si possa stravolgerla fino a ribaltare proprio quelle finalità per le quali essa venne alla luce.

Una certa politica, ed in particolare i 5S, questa forza che aveva attratto soprattutto i giovani per la sua autodeclamata freschezza e pulizia morale, in questi giorni ha dato uno spettacolo indecoroso di sé. Non è ozioso dire che il plauso dei supertecnocrati europei, espresso anche dal sacerdozio dei mercati, rafforza la consapevolezza del conflitto esistente tra i signori della finanza e il popolo.

Questo, forse, l’unico aspetto positivo dell’indecente teatrino che si è consumato nei palazzotti romani, servi dei padroni di Bruxelles, che finalmente avranno il governo che volevano: un governo di pura servitù a Ue, Usa, mercati e finanza speculativa. Un governo di sinistra? Già, un governo arrossato dal sangue della macelleria sociale del ceto medio, massacrata in nome del più Europa, più mercato, più globalizzazione.
L’Italia è nelle mani di Dio; speriamo che non applauda!

“Talvolta, quando fa buio, l’uomo fa esplicitamente attenzione al chiarore intorno a lui. Ma proprio allora non se ne cura più, perché sa che il chiarore ritornerà”. [M. HEIDEGGER, “Introduzione alla filosofia. Pensare e poetare”]

 

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