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TAVOLOZZA CRITICA

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Deindustrializzare l’Italia attraverso il blocco dei cambi detto euro e le regole di bilancio, farne la discarica dell’immigrazione non gradita prodotta dallo sfruttamento neocolonialista dell’Africa: questo è l’obiettivo comune di Francia e Germania, che ha ispirato e condotto il processo di cosiddetta integrazione europea.

Essere di sinistra nel mondo odierno significa:

primo, difendere la quota di reddito nazionale che va ai lavoratori contro la pretesa del capitale finanziario di prendersi tutto il reddito disponibile;

secondo, difendere l’indipendenza delle istituzioni pubbliche dal capitale finanziario che vuole guidare da fuori attraverso il rating e il ricatto sul debito pubblico;

terzo, difendere i cittadini e le loro libertà contro il controllo elettronico e la schedatura da parte dello stato e della grande industria nonché contro la manipolazione biologica;

quarto, difendere le comunità e il tessuto sociale contro le migrazioni prodotte dall’imperialismo economico e dallo sfruttamento da parte delle multinazionali sia nel terzo mondo che altrove;

quinto, smascherare e combattere l’imposizione del pensiero unico che sostiene e legittima tutte le suddette aggressioni all’uomo, alla libertà e alla comunità.

L’Italia che prima fa un trattato di amicizia con la Libia e pochi mesi dopo, su ordine di Washington, partecipa alla sua conquista militare, è un buon esempio del tipo di indipendenza che avrebbe l’Ucraina e per cui ci stiamo impegnando in una guerra pure comandata da Washington e che non solo ci costa moltissimo ma ci espone anche a un annientamento nucleare.

Con tutti i prestiti e gli armamenti che riceve, l’Ucraina si indebita fino al collo verso gli Stati Uniti. Già le corporations americane hanno preso il controllo dell’Agricoltura e di altre risorse. Quando avranno preso il controllo di tutto, il loro burattino Z tratterà la pace il nome dell'”indipendenza” nazionale, e i nostri pagliacci dei media e delle istituzioni applaudiranno a questa nuova vittoria della democrazia.

Giorgia si legittima a governare proclamando incrollabile fede nella NATO e nel bacino, ossia nei due grandi strumenti di dominio sociale e di profitto industriale: gli armamenti e i farmaci, unibili nel nome FARMAMENTI. Il governo Meloni parla molto di nazione. Che cosa sono le NAZIONI, dopotutto? In quanto stati, sono politica, cioè inganno, corruzione, sopruso. In quanto popoli, sono masse emotive, ottuse, suggestionabili, irrazionali, cioè il complemento della politica.

Credo fermamente nella scienza. Nella scienza dell’uso del denaro per produrre verità scientifiche utili a fare più denaro. Sull’onda del successo del covid, in tutto il mondo gli scienziati, opportunamente finanziati, si stanno scatenando per ingegnerizzare virus sempre più letali. Uno ha già ucciso il 80% delle cavie, riferisce la virologa Ilaria Capua. È così che verrà risolto il problema della sovrappopolazione, dell’inquinamento, dell’esaurimento delle risorse. Non mancherà qualche nuova fuga da quei laboratori.

Giorgia ha iniziato a parlare di una cosa che potrebbe davvero mandare all’aria l’Unione Europea in quanto fa capire a tutti concretamente che la politica internazionale consiste in sopraffazione e sfruttamento spietato del più debole, e non delle frottole idealistiche e valoristiche strombazzate dalle istituzioni per imbonire la gente. Cioè Giorgia ha tirato fuori la realtà del Franco coloniale francese o CFA, una moneta controllata da Parigi e che Parigi ha imposto a 14 paesi africani sue ex colonie per depredarli di gran parte delle loro ricchezze naturali e del loro reddito nazionale, nonché per dirigere la loro politica pagando i loro politici. Con questa e altre forme di sfruttamento, la Francia contribuisce grandemente a impoverire gli africani e a spingerli verso l’emigrazione, che essa naturalmente vuole scaricare sulla serva Italia. Spero che questa realtà di feroce imperialismo, che smentisce i valori e i principi vantati dall’ipocrita governo parigino, diventi di dominio e dibattito pubblici in tutto l’Occidente.

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Anche perché è chiaro che la Francia, attraverso l’Unione Europea, da molto tempo sta applicando il medesimo imperialismo anche ai cugini africani, cioè agli italiani.

La Francia, estromessa dall’Algeria, voleva rifarsi prendendosi con la guerra la Libia col suo petrolio ed estromettendo l’Eni, e a questo scopo ordinò alla serva Italia di aiutarla contro i propri interessi nazionali. Esortato da Napolitano, Berlusconi obbedì.

Ma la Libia, così destabilizzata, attrasse la Turchia, la Russia, gli Emirati, e la Francia se l’è preso dove speriamo le piaccia. Purtroppo, destabilizzando la Libia, ha scatenato l’emigrazione verso la serva Italia, a cui oggi non perdona di tentare una difesa dei propri confini.

Farsi carico dei problemi demografici di un continente di un miliardo di persone, saccheggiato da cinesi francesi e americani, non è umanitario, è coglionitario. Ho verificato, ha ragione il governo italiano: il diritto internazionale non obbliga gli stati ad accettare nei propri porti sbarchi di persone salvate in mare. Per legge bisognerebbe stabilire che non ha diritto ad essere salvato chi volontariamente si mette in condizione di pericolo. Altro principio giuridico generale deve essere che gli stati e le multinazionali che, con le loro iniziative commerciali e militari, causano i flussi migratori, devono farsi carico di questi flussi accogliendoli e sostenendo le spese, e non scaricando questo onere su altri paesi. È un principio del tutto analogo a quello, già in vigore, che chi causa è inquinamento va a debito dei rimedi adesso. E, implicando l’ammissione di attività lucrative che spingono la gente a lasciare la sua terra, alimenterà il disagio e il dibattito pubblici.

L’attuale inflazione è dovuta a scarso afflusso di materie prime e semilavorati a causa di guerra, pandemia, insufficienze strutturali, e si combatte rimuovendo queste strettoie con investimenti mirati. I banchieri centrali invece aumentano il costo del denaro, come se fosse dovuta a eccesso  di domanda. Così mantengono la causa dell’inflazione e ottengono il risultato di aumentare i costi di produzione, aumentare quindi i prezzi, scatenando al contempo la recessione. Cioè ottengono la decrescita infelice che hanno sempre voluto.

Colpire la piccola e piccolissima impresa e il lavoro autonomo con tasse, prescrizioni, restrizione del credito è sempre stata la linea dei politici italiani da Andreatta in poi  – non perché di sinistra, ma perché venduti al capitale straniero. Il lobbying è lì per questo. Per portarci ad accettare, anzi a desiderare di non avere più beni di proprietà, colpiscono la casa e l’automobile con sempre nuove tasse e imposizioni di spese per adeguamenti cosiddetti ecologici. È il progetto del great reset: non avremo più niente e saremo tutti felici.

Deindustrializzare l’Italia attraverso il blocco dei cambi detto euro e le regole di bilancio, così da prenderle i migliori fattori produttivi, aziende, capitali, tecnologia, cervelli, e insieme farne la discarica dell’immigrazione non gradita prodotta dallo sfruttamento neocolonialista dell’Africa: questo è l’obiettivo comune di Francia e Germania, che ha ispirato e condotto il processo di cosiddetta integrazione europea.

I traditori che ci hanno governati hanno reso la nostra economia dipendente da quella tedesca in modo che non possiamo liberarci da coloro che ci stanno facendo questo. Perciò la soluzione non è uscire dall’Unione Europea ma emigrare dall’Italia.

Verso che paese?

Non lo so.

 

 

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