Home cultura Una mascherata da 50 centesimi di euro

Una mascherata da 50 centesimi di euro

121
0

È un fatto inequivocabile: la guerra al coronavirus rende più dell’industria bellica americana.

Non è mia intenzione scrivere un pezzo di economia industriale.
Riporto dati nudi e crudi, come quelli che, un tempo, certi regimi snocciolavano alla radio come rosari di piani quinquennali di staliniana memoria.

Ognuno tragga da sé le proprie conclusioni.

Quello che si può, a ragion veduta, considerare un inganno, è sempre e solo il nascondere il vero guadagno di chi possiede i mezzi di produzione di massa.

La novità marxista, oggi accantonata come singolare teoria di un folle, aveva avuto il merito di svelare l’arcano mistero di quanto plusvalore veniva estratto dal lavoro produttivo.

Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è una indefessa estorsione, programmata e meccanica, di ricchezza per pochi, oggi pochissimi se confrontati con la popolazione mondiale.
Un semplice calcolo matematico ci porta a capire qual è la sperequazione odierna di chi detiene il potere di tale sfruttamento.

Questo è il rapporto agghiacciante dell’avidità: per ogni nuovo super ricco inserito nella lista di Forbes, 100.000 persone discendono nell’abisso della povertà assoluta, senza accesso a beni e servizi primari.

Nel “ricco” Occidente, ma tranquillamente possiamo integrare l’area con India, Cina, Corea del Sud e Giappone, la proporzione tra il minimo salario garantito 200/1000 euro al mese e uno stipendio manageriale, non scende sotto l’ 1 a 300; stiamo parlando di un minimo di 60.000 euro al mese.

Sulla questione della monetizzazione per vie interattive. Sono briciole per chi non investe grandi capitali in pubblicità; vere e proprie fortune per chi trascina con sé il pianeta degli interconnessi alla rete, inconsapevoli di essere strumenti che, oltre a pagare cara la connessione al web che credono sia un diritto inalienabile, offrono, inconsapevolmente, ore e contenuti, in maniera del tutto gratuita, ai giganti della comunicazione e della privacy sul web.

Il discorso si amplierebbe oltre lo scopo precipuo di questo articolo, ma meriterebbe un serio approfondimento.

Partiamo, ora, da alcune considerazioni inattuali, sotto forma di citazioni, quasi parabole, che si spera possano risvegliare una decina di coscienze.

Marx, su denaro prodotto dallo Stato. «Così le città dell’Asia Minore pagavano il loro tributo annuo in denaro all’antica Roma. Con questo denaro, Roma comperava merci da esse, e le comprava a prezzo troppo caro. Gli uomini dell’Asia Minore gabbavano i Romani, sottraendo abilmente dalle loro borse, per la via del commercio, una parte del tributo.
Eppure gli abitanti dell’Asia Minore rimanevano gabbati loro. E prima e poi, le loro merci venivano pagate loro col proprio denaro. Questo non è un metodo di arricchimento o di formazione di plusvalore».

Da L’uomo del banco dei pegni dello scrittore ebreo Edward Lewis Wallant /1.
Jesus Ortiz: “D’accordo signor Nazerman, m’insegni tutto sul denaro”.
Nazerman: “Primo. Il denaro può crescere e diminuire di valore. Secondo. Il denaro è un rischio, ma, a un certo momento uno si rende conto del suo potere. Terzo. Col denaro puoi comprarti tutto: comodità, lusso, sollievo dal dolore, a volte perfino la vita stessa. Adesso, ascoltami bene e seguimi attentamente. Dopo la velocità della luce che Einstein definisce l’unico assoluto dell’universo, subito dopo io valuto il denaro. Ecco, credimi pure, non devi imparare altro”
Jesu Ortiz: “E la vita consiste soltanto in questo?”
Nazerman: “Sì, la vita consiste in questo”
Jesus Ortiz: “Insomma… il denaro sarebbe tutto?”
Nazerman: “Il denaro è tutto… sì!”

Aristotele, sull’usura. «La crematistica essendo duplice, l’una commerciale l’altra economica, questa necessaria e lodevole, quella fondata sulla circolazione e giustamente biasimata (poiché non è naturale, ma fondata sull’inganno reciproco), a buon diritto si detesta l’usura poiché quivi il denaro stesso è la fonte del guadagno e non viene adoprato al fine per cui fu inventato. Poiché il denaro nacque per lo scambio di merci, ma l’usura fa del denaro più denaro, onde da questa proprietà ha anche avuto il suo nome».

Da L’uomo del banco dei pegni dello scrittore ebreo Edward Lewis Wallant /2.

Nazerman: “Tu vuoi imparare il segreto del nostro successo, esatto? Te lo insegnerò… Cominci con un periodo di alcune migliaia di anni durante il quale non hai niente che ti sostenga all’infuori di una grande, barbuta leggenda, non hai una terra tua dove poter coltivare grano, cacciare, non hai niente, non ti sei mai fermato abbastanza a lungo in un posto per avere confini, un esercito, una patria, hai solo un po’ di cervello e quella grande, barbuta leggenda per sostenerti e convincerti che sei un essere speciale, anche se sei povero. Ma con questo po’ di cervello compri un pezzo di stoffa, lo tagli in due e lo rivendi al doppio di quello che hai speso, poi un altro più grande e lo dividi in tre, ma durante quel periodo non devi neanche pensare di comprare del pane extra per la tavola o un giocattolo per un figlio e alla fine scoprirai una cosa, non hai più nessun desiderio, sei un commerciante, hai il commercio nel sangue, sei additato come un usuraio, uno che ha risorse segrete, uno stregone, uno strozzino, un giudeo, una carogna!”.

In queste quattro citazioni è nascosto il segreto del mondo, quel segreto svelato da un barbuto creduto da milioni di macchine biologiche che lo hanno sostituito all’altro Barbuto, operando inconsciamente il ricalco di una leggenda sopra un’altra: ma la verità si saprà in un secondo tempo che non è quello terreno… così si narra.

Intanto, nel paese delle mezze verità… si fissava un tetto al prezzo di vendita delle mascherine chirurgiche monouso a 50 centesimi di euro.

È troppo poco?

Vediamo.

Mascherine chirurgiche. Le mascherine chirurgiche sono formate da 2 o 3 strati di tessuto non tessuto (in fibre di poliestere o polipropilene), possono pesare, comprensive di elastici e lamellina zincata da 3 a 11 gr.

Alibaba.com. Costo al kg di poliestere ad uso misto e sanitario: fino a 50.000Kg, 2 euro al Kg negoziabili. Quantità minima d’acquisto: 1000Kg.
Peso del tessuto: 30 gr al metro quadro.
Costo medio bobina d’acciaio zincato spessore 0,15mm per tonnellata: 450 euro, negoziabili.
Costo medio bobina filo elastico: 2,50 euro al Kg, negoziabili.
Costo medio fettuccia elastica : 0,04 euro al metro, negoziabili.

Assemblamento made in Italy. Macchina automatica per produrre mascherine facciali chirurgiche tramite sistema di saldatura con tecnologia ad ultrasuoni. Sono necessarie solo 2 persone per operare sulla linea. Il sistema base ha una efficienza produttiva: 40-60 maschere / minuto con dimensioni del prodotto (maschera): 180 mm (lunghezza) * 90 mm (larghezza).
La macchina è dotata di sistemi di piega-veli impostabili, calandre per regolazione tensionamento materiale, stazioni saldanti con tecnologia avanzata ad ultrasuoni, gruppo inserimento tratto stringi-naso e calandra di taglio.

Abbinata al primo gruppo macchina, in propria stazione dedicata, è presente il sistema per l’ applicazione degli elastici fermo maschera-orecchie.

La macchina è predisposta per l’aggiunta di una seconda catenaria e saldatura filo elastico dietro orecchie in modo da raddoppiare la produttività finale della macchina dai 40-60 maschere /min ai 80-120 maschere / minuto.

Pesce Pazzo: assemblamento made in China. Al tempo del coronavirus, Davide Petrini, proprietario dello storico ristorante di Varazze, ha deciso per una “inconsueta” riconversione della sua attività: produrre mascherine.
Ha acquistato una macchina, per produrle in Cina, sul sito Alibaba.
Totale costo, dazi inclusi: 150.000 euro.
Produzione giornaliera 270.000 mascherine… 187 al minuto!

Costo di una mascherina per il produttore, che non scenda sotto le 120 unità al minuto, in condizioni produttive normali:

Materiale = 4 centesimi;
Manodopera= 4 centesimi (dipendenti sottopagati);
Tasse e balzelli = 5 centesimi;
Altro = 12 centesimi (energia, manutenzione, distribuzione);
Totale = 25 centesimi;
Se poi le unità al minuto salgono oltre le 175 e si producono in Cina o in altri paesi a forte impatto sulla forza-lavoro, si scende largamente sotto i 20 centesimi.

Per quanto attiene alle industrie del tessile italiano, le macchine pre-esistenti possono essere modificate per produrre mascherine con costi nettamente inferiori rispetto all’acquisto di nuove linee produttive.

Conviene produrle?
È solo un problema di prezzo al dettaglio imposto dal Governo?

Una lezione di desueta economia.

Il saggio del profitto, ovvero produrre copie infinite di uno stesso bene per ottenere il massimo in termini di ricavi netti.

Cito da homolaicus.
Che cos’è il tasso o saggio di profitto di un’impresa capitalistica? E’ il rapporto (in percentuale) tra il plusvalore e tutto il capitale anticipato: quello variabile (i salari) e quello fisso o costante (macchinari, materie prime, trasporti ecc.).

Questa però non è una definizione da “Classe dominante” ma “marxista” del profitto, in quanto la Classe dominante si rifiuta di riconoscere l’esistenza del “plusvalore”, che secondo il marxismo è una parte di lavoro non pagata.

Secondo Marx, il plusvalore viene determinato dal fatto che la forza-lavoro (i lavoratori in genere) immette nella merce prodotta un valore superiore al valore della propria stessa forza, un valore che può anche essere del 100% e oltre.

Come si fa a calcolare il plusvalore? Guardando il salario medio che occorre per riprodurre la stessa forza-lavoro. Il salario viene stabilito in maniera anticipata, in rapporto a un certo quantitativo di ore di lavoro (o, nel caso del salario a cottimo, in rapporto a un certo quantitativo di merci prodotte in un determinato tempo… come le mascherine). Questo significa che se per il capitalista sono sufficienti 4 ore di lavoro per riprodurre la forza lavorativa impiegata, le altre 4 ore costituiscono plusvalore, cioè pluslavoro non pagato, che in questo caso è del 100%. Nella vendita di merci ad alto valore aggiunto, il plusvalore può arrivare anche al 200% o 300% e oltre. Ma a questi tassi ci si può arrivare anche nei paesi dove il costo del lavoro, delle materie prime, della vita in generale è molto basso (vedi Cina, Vietnam, Cambogia, Messico, Turchia…)

Come noto la classe dominante vuol invece far credere che la forza-lavoro sia pagata al giusto prezzo e che il profitto si realizzi unicamente nel momento in cui la merce viene venduta sul mercato. Quindi esteriormente, nella società dominante, il “plusvalore” appare come “profitto”, cioè come risultato finale di tutto il capitale anticipato. Alla classe dominante conviene considerare il capitale variabile (salari, contributi sociali) come parte di quello costante, cioè non come fonte di “entrata”, ma come fonte di “spesa”, poiché in questo modo può occultare la dinamica dello sfruttamento. Le entrate, per la classe dominante, sono soltanto quelle derivate dal capitale circolante, dalla vendita delle merci.

È chiaro il concetto?
Se alle mascherine – che a miliardi saranno prodotte nel mondo, nei prossimi mesi, sicuramente anni – si imporranno prezzi di vendita statalizzati, i produttori non potranno estrarre a sufficienza plusvalore.

Chi ci rimetterà?
I pauper, i 100.000 nuovi disgraziati che a cadenza settimanale, perché la lista dei ricchissimi dominatori si allunga di circa 50 unità all’anno, faranno la fila davanti alle fabbriche per essere assunti a meno di un euro al giorno.

Zaia l’ha capito, perché i suoi grandi elettori, molti capitani di industria del tessile ormai delocalizzata nei paesi PECO, gli hanno tirato la giacchetta e ha subito corretto il tiro, fissando l’asticella a 100 centesimi a mascherina che, in ultima analisi, rappresenta un guadagno netto di 25 centesimi al pezzo se prodotte ad Est e piazzate sul mercato Veneto, e di soli, si fa per dire, 12,5 centesimi se piazzate sul resto del mercato italiano.

In soldoni cosa significa?
Solo considerando una produzione di 150 mascherine al minuto, parliamo di un netto che oscilla dai 6 ai 35 euro al minuto, a seconda del mercato di produzione, una media di 20 euro: 28.800 euro al giorno, 10,5 mln di euro l’anno.

Ma dobbiamo considerare almeno 5 miliardi di clienti che dovrebbero, indicativamente, cambiare la mascherina ogni giorno.
In prospettiva di nuove ondate di covid-19, altre pandemie, altri lockdown e altre restrizioni e obblighi di legge, la potenzialità di questo fiorente mercato mondiale, considerando il netto minimo di 5 centesimi, ha numeri da capogiro: oltre i 90mld di euro annui.

È un fatto inequivocabile: la guerra al coronavirus rende più dell’industria bellica americana.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.