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RUSSIA: I LIVELLI DEL CAPIRE

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Tatticamente, la Russia è l’aggressore dell’Ucraina, ma strategicamente gli USA e la NATO sono gli aggressori illegittimi della Russia. La Russia, nonostante le sanzioni, sta crescendo notevolmente e reggendo egregiamente il confronto militare e industriale con il fronte avversario, mentre costruisce un blocco BRICS che si sgancia dal Dollaro come moneta degli scambi internazionali. L’Impero del Dollaro, per reggere l’enorme massa di debito insolvibile e la maxi-bolla di titoli finanziari può solo espandere il proprio controllo a sempre nuove aree e risorse minerarie, agricole e industriali, quali l’Ucraina.

Il conflitto in corso può essere compreso a diversi livelli, di profondità e realismo crescente.

A un primo livello, quello dell’uomo comune, si dice che la Russia, senza giustificazione quindi illegittimamente, in violazione delle leggi internazionali, ha aggredito e invaso l’Ucraina, un paese sovrano, liberale e democratico, perciò è legittimo sostenere questo paese con aiuti di ogni forma, nonché confiscando gli interessi sui cespiti russi che si trovano in Occidente. C’è un aggressore e un aggredito, un buono e un cattivo, un chiaro dovere di sostenere i buoni contro i cattivi.

A un secondo livello di approfondimento, gli USA hanno gravemente violato l’accordo, stipulato allorché l’Unione Sovietica autorizzò la riunificazione delle Germania, di non espandere la sua sfera di controllo, attraverso la NATO, verso est. Infatti gli USA hanno acquisito alla Nato quasi tutti i paesi dell’Europa orientale, hanno attuato un colpo di stato in Ucraina per avanzare fino ai confini russi, hanno fomentato ostilità anti russe in Ucraina, inducendola perseguitare le minoranze russe nel Donbass, a Odessa e altrove, poscia a violare i patti di Minsk. È chiaro quindi che si preparavano ad assediare direttamente la Russia per acquisirne in prospettiva il controllo. Quindi la Russia è stata costretta e insieme legittimata ad occupare l’Ucraina per difendere la propria minacciata indipendenza. Tatticamente, la Russia è l’aggressore dell’Ucraina, ma strategicamente gli USA e la NATO sono gli aggressori illegittimi della Russia. Inoltre l’Ucraina di Zelensky non è affatto un paese liberale né democratico, bensì autoritario e illiberale, che soffoca il dissenso, e la sua popolazione è scontenta del suo regime. E Zelensky, noto cocainomane, assieme ai suoi compari, si sta arricchendo sul sangue dei suoi concittadini.

A un terzo livello, il vero soggetto agente per parte occidentale è il suo sistema monetario e finanziario, il cosiddetto Impero del Dollaro, che, per reggersi, cioè per reggere l’enorme massa di debito insolvibile e la maxi-bolla di titoli finanziari senza valore sottostante che ha immesso nel mercato, ha necessità oggettiva di emettere sempre nuove masse di tali titoli e di moneta, cosa che può fare soltanto se espande il proprio controllo a sempre nuove aree e risorse minerarie, agricole e industriali. A tal fine, quel sistema si è servito di USA e NATO per inglobare dapprima tutta una serie di paesi; poi ha preso di mira l’Ucraina,  che si stima abbia risorse naturali per 14.000 miliardi di dollari, soprattutto nel Donbass, e che quindi potrebbe alimentare la macchina finanziaria della speculazione per molti anni; ma a quel punto la Russia è intervenuta per fermare l’avanzata e prendere per sé quelle risorse.

L’Impero del Dollaro ha reagito ingaggiando una guerra per procura, in cui intanto già guadagna dalle notevole spesa pubblica per le commesse militari, guadagna perché si prende tutte le risorse della parte “libera” dell’Ucraina e la indebita a sé in perpetuo; inoltre guadagna perché con le sanzioni costringe l’Europa a comperare il gas americano pagandolo un multiplo di quello russo; inoltre guadagna perché toglie dall’Europa molte industrie che si rilocalizzano negli USA per risparmiare sull’energia; inoltre guadagna perché mette Russia ed Europa l’una contro l’altra, impedendo una saldatura economica e politica. Combatte non per vincere, ma per profittare dalla guerra. Non rileva il fatto che questi guadagni avvengano a spese della vita di centinaia di migliaia di combattenti. La Russia, in questa lettura, non è il nemico, ma è carburante per la macchina finanziaria.

A un quarto livello, stiamo osservando che, nonostante la sua popolazione sia un nono circa e la sua economia sia un ventesimo del PIL dei paesi Nato e sia colpita da pesantissime sanzioni oltre che dallo sforzo bellico, la Russia sta crescendo notevolmente e ancor più dei paesi occidentali, e inoltre senza indebitarsi, e reggendo egregiamente il confronto militare e industriale con il fronte avversario, mentre costruisce un blocco BRICS che si sgancia dal Dollaro come moneta degli scambi internazionali, indebolendo esso e gli USA. Questi dati di fatto dimostrano che la generale teoria economica che si insegna in Occidente è fallace, soprattutto nella adozione del PIL come parametro centrale. E che un’economia in cui il 90% del PIL è dato transazioni finanziarie improduttive e parassitarie, è un’economia debole e malata, destinata a soccombere contro un’economia più piccola ma reale.

Con ciò, si apre la possibilità che quanto sopra porti non solo a una revisione della teoria economica generale, ma che, se le potenze dell’Impero del Dollaro saranno sconfitte, l’Impero stesso crolli, che crolli il sistema del capitalismo finanziario speculativo, e che venga sostituito da un sistema incentrato sull’economia reale produttiva. Che si ritorni dal capitalismo speculativo a quello produttivo.

 

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