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La Legge  Finanziaria 2023 del Governo Meloni

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Bollette bruciate davanti alla sede di Eni a Bologna, 01 ottobre 2022. ANSA/ MARIA ELENA GOTTARELLI

La Finanziaria 2023 del Governo Meloni, presenta numerosi elementi di continuità con il Governo Draghi, ma contiene tuttavia, in nuce, alcuni aspetti interessanti e si dovrà vedere nel tempo se questo è buon auspicio per il futuro.

Nei tempi previsti dalla normativa, il 29 dicembre, la Legge di Bilancio 2023 ha avuto l’approvazione delle Camere e il tanto paventato passaggio all’esercizio provvisorio non è diventato realtà. La struttura della prima Manovra Finanziaria varata dal Governo Meloni si può, in prima approssimazione suddividere in sette aree di intervento: Energia, Fisco, Lavoro, Pensioni, Famiglia, Sanità, Crescita e Territorio. Seguiamo questo schema di ripartizione

Energia

La Guerra in Ucraina, ma anche le conseguenti speculazioni, hanno determinato un forte aumento del costo dei combustibili e dell’elettricità, questo ha comportato che ben 21 miliardi di euro su 35 totali, vengano destinati in Bilancio a questo settore, attraverso contributi straordinari sotto forma di crediti di imposta, bonus sociale, riduzione degli oneri sulle bollette, contributi ai comuni e iniziative per la riduzione dei consumi.

In particolare viene riconosciuto un contributo straordinario in favore delle imprese a forte consumo di energia che hanno subito un incremento dei costi per kWh superiore al 30% rispetto al medesimo periodo del 2019; il contributo è pari al 45% delle spese sostenuto ed è riconosciuto sotto forma di credito di imposta. Identica misura è prevista per le imprese gasivore. La misura ricalca quanto già fatto nel recente passato, per cui è apprezzabile e condivisibile nelle motivazioni. Chiaramente, resta il limite dello strumento del credito di imposta che presuppone che l’impresa non abbia criticità sotto il profilo della liquidità.

In  favore delle imprese dell’agricoltura, della pesca e dell’attività agromeccanica è riconosciuto invece un contributo, sempre sotto forma di credito di imposta, pari solo al 20% della spesa per l’acquisto del carburante nel primo trimestre del 2023. La finalità è ovviamente condivisibile; ma andrebbe allineato a quello delle altre imprese.

Inoltre l’Arera, Autorità di regolazione per Energia Reti ed Ambienti, provvede ad annullare per il primo trimestre 2023 gli oneri di sistema applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche a bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW; provvede anche ad annullare gli oneri sulle utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici accessibili al pubblico. In questo caso, si tratta di un provvedimento volto a contenere indirettamente gli incrementi che si sono registrati sui costi energetici. Stessa finalità, caratterizza la riduzione dell’IVA e degli oneri generali nel settore del gas per il primo trimestre 2023.

I clienti domestici economicamente svantaggiati, con Isee pari a 15mila euro, sono ammessi alle agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica; la misura vale per il 2023. Le agevolazioni per la fornitura di elettricità e di gas naturale sono rideterminate nel limite di 2,4 miliardi per il primo trimestre del 2023.

Complessivamente si tratta di misure per oltre un miliardo di euro, ma, senza una azione a livello comunitario, la spesa rischia di restare alta anche nei prossimi mesi.

Infine è previsto il riconoscimento di un contributo straordinario in favore degli enti locali per la maggiore spesa per energia e gas. Il fondo ha una dotazione di 400 milioni per l’anno 2023, di cui 350 milioni per i comuni e di 50 milioni in favore delle città metropolitane e province. L’impatto degli aumenti dei costi per l’energia è stato molto forte sugli enti territoriali, chiamati ad assicurare il riscaldamento anche nelle scuole. Sarà da verificare, nel corso del 2023, se serve intervenire nuovamente.

Aspetti Fiscali

Relativamente alla fiscalità, la Legge di Bilancio prevede un aumento dell’importo massimo del regime forfettario per gli autonomi a 85.000 euro, una Flat Tax incrementale al 15%, un’aliquota del 5% sulle mance e sui contratti di produttività e altri interventi che andremo a vedere nello specifico, Innanzitutto una prima considerazione è che l’ipotesi di tassa piatta è perseguibile, per cui è utile una sua sperimentazione anche nell’ambito del lavoro dipendente, in particolare per quanti che nel corso dell’anno, svolgono prestazioni di lavoro occasionale con ritenuta d’acconto o con contratto di lavoro a tempo determinato o stagionale anche part time, nei limiti reddituali previsti dalla normativa vigente.

Relativamente alla detassazione delle mance, la norma trova applicazione nelle strutture ricettive e negli esercizi, commerciali. Le somme che i clienti destinano ai lavoratori a titolo di liberalità, per il tramite del datore di lavoro, anche utilizzando strumenti elettronici di pagamento sono soggette ad una aliquota sostituiva del 5% . Si tratta di una disposizione che supera un fenomeno strettamente connesso all’aumentato impiego dei pagamenti elettronici, vale a dire la riduzione delle mance erogate dai clienti al personale di alberghi, bar, ristoranti e altro. Stessa aliquota verrà applicata sui contratti relativi ai premi di produttività, fino a 3.000 euro. Nella fattispecie sarebbe preferibile l’azzeramento dell’aliquota sostitutiva sui contratti e accordi collettivi di produttività in caso di introduzione di strumenti di partecipazione dei lavoratori, in linea con i contenuti dell’articolo 46 della Costituzione. Inoltre sarebbe stato opportuno dare la possibilità ai datori di lavoro, anche attraverso un accordo collettivo, di erogare ai propri dipendenti misure di welfare aziendale, cosiddetti Fringe benefit, defiscalizzati fino a 3mila euro, in un’ottica di sostegno al reddito, di conciliazione dei tempi di vita e di adozione di stili di vita più salutari e sostenibili;

Le agevolazioni per l’acquisto prima casa per gli under 36 sono prorogate fino al 31 dicembre 2023.

Si ritiene, che sia opportuno renderle strutturali. Inoltre, andrebbe definito un piano di investimenti, volto a rafforzare la dotazione complessiva di immobili a prezzi calmierati.

Visti gli utili conseguenti agli incrementi dei prezzi dei prodotti energetici, viene giustamente previsto un contributo di solidarietà temporaneo per il 2023 a carico delle società che esercitano l’attività di produzione di energia elettrica, gas metano, gas naturale e prodotti petroliferi.

Considerando l’attuale diffusione delle cripto-attività, il legislatore ha ritenuto necessario equiparare le plusvalenze e altri proventi da esse derivanti a quelle già previste, se non inferiori a 2mila euro nel periodo di imposta. Per ciascuna cripto-attività posseduta alla data del 1° gennaio 2023, può essere assunto, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore a tale data; è prevista una imposta sostitutiva nella misura del 14%. I contribuenti che non hanno indicato nella propria dichiarazione annuale i redditi e le consistenze in cripto-attività alla data del 31 dicembre 2021, potranno regolarizzare la loro posizione attraverso una procedura di collaborazione spontanea, con la quale fare emergere queste attività non dichiarate, previo il versamento di una imposta sostitutiva “nella misura del 3,5 per cento del valore delle medesime attività detenute. Inoltre il soggetto che gestisce una piattaforma elettronica per la vendita di beni mobili è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai fornitori e alle operazioni effettuate.

Nella Legge di Bilancio ci sono poi una serie di disposizioni volte a ridurre il contenzioso fra amministrazione e contribuente.

Infine l’Agenzia delle Entrate è autorizzata, nel biennio 2023-2024, ad assumere un contingente di personale pari a 3.900 unità da inquadrare nell’area dei funzionari, alla luce delle oggettive carenze di organico.

Lavoro

Relativamente al lavoro, si evidenzia un primo taglio del cuneo fiscale, un esonero contributivo per assunzioni stabili, la riforma del Reddito di Cittadinanza, un riordino delle misure sulla povertà, la reintroduzione del voucher per i lavori occasionali, un emolumento accessorio per gli Statali, nonché interventi per i lavoratori della pesca e dei call center.

Nello specifico, per i periodi di paga 2023, è riconosciuto un esonero dei contributi previdenziali a carico del lavoratore dipendente nella misura del 3%; in caso di retribuzione imponibile (calcolata su tredici mensilità) non superiore all’importo di 1.923 euro mensili (con dicembre maggiorato del rateo di tredicesima). Contemporaneamente si conferma il taglio del 2% sui contributi dovuti sulle retribuzioni fino a 35mila euro annui (2.692 euro mensili) già in vigore per la seconda parte del 2022. La norma è apprezzata in maniera particolare in quanto volta a ridurre il cosiddetto cuneo contributivo che incide sugli stipendi netti dei lavoratori dipendenti. Si ribadisce la necessità che il taglio diventi strutturale, senza pregiudizio ai fini previdenziali e tale da rafforzare il potere d’acquisto degli stipendi. Rispetto allo scorso anno, il taglio diventa più consistente per gli stipendi più bassi.

È riconosciuta una decontribuzione (100% dei contributi, esclusa l’assicurazione obbligatoria Inail) per le assunzioni a tempo indeterminato a decorrere dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 di beneficiari del reddito di cittadinanza. L’esonero è riconosciuto anche in caso di trasformazione di contratto a tempo determinato, sempre nello stesso periodo. L’agevolazione (decontribuzione) per favorire l’occupazione giovanile stabile (contratti a tempo indeterminato o trasformazione a tempo indeterminato) si estende al periodo 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2023. Ai giovani imprenditori. agricoli con meno di 40 anni, è riconosciuto un esonero di 24 mesi sul 100% dei versamenti dei contributi previdenziali. Si tratta di una misura condivisibile che risponde peraltro all’esigenza di favorire l’occupazione giovanile, anche in settore, quello dell’agricoltura, centrale per assicurare la salvaguardia del territorio.

In previsione di una riforma organica delle misure di sostegno alla povertà e all’inclusione lavorativa, il reddito di cittadinanza, nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, è riconosciuto nel limite massimo di 7 mensilità. Sono esclusi i nuclei in cui siano presenti persone con disabilità, minorenni o persone con almeno 60 anni di età.  I percettori del reddito di cittadinanza sono inseriti in percorsi di formazione e riqualificazione professionale per un periodo di sei mesi; in caso di mancata frequenza, il nucleo decade dal beneficio. Chi non accetta la prima offerta congrua, perde il beneficio. Un intervento di riordino delle misure di contrasto alla povertà e di sostegno alle famiglie e ai singoli si rende necessario. Complice la pandemia da Covid-19 e tenuto conto della carenza strutturale di personale nei Centri per l’Impiego, l’inserimento lavorativo delle persone beneficiarie del reddito di cittadinanza è stato minimo, come pure molto ridotta è stata l’attività formativa, di orientamento e di partecipazione ai Puc Piani di Utilità Collettiva, sui quali ha inciso negativamente anche l’appesantimento burocratico. Non a caso, una parte consistente del Fondo povertà, confluito nel Fondo per il reddito di cittadinanza, è fermo nei bilanci dei comuni e degli ambiti territoriali sociali. La previsione che le risorse possono essere impiegate dopo la definizione di un patto per l’inclusione sociale con la persona, sulla carta logica e corretta, nella pratica si è rivelata un ostacolo quasi insormontabile, per la carenza di personale negli enti locali.

La dotazione del Fondo Sociale per l’Occupazione e la Formazione è incrementata di 250 milioni a decorrere dal 2023. Sono stanziati ulteriori 70 milioni di euro per il 2023 per il completamento dei piani di recupero occupazionale con concessione di un ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria. Sono stanziati 30 milioni per il 2023 per l’indennità onnicomprensiva di 30 euro in favore dei lavoratori della pesca in caso di sospensione dal lavoro derivante da arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio. 10 milioni per il 2023 sono destinati al finanziamento delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore dei call center. L’integrazione salariale riconosciuta nei casi di gestione delle bonifiche è prorogata al 2023 nel limite di spesa di 19 milioni. È prorogata al 2023 (spesa di 50 milioni) l’ipotesi di ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale di 12 mesi per le imprese in crisi. Da valutare la congruità degli stanziamenti, alla luce di quello che sarà l’andamento complessivo dell’economia. Con riferimento alla pesca, se, da una parte, si apprezza lo stanziamento di risorse per il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva in caso di sospensione obbligatoria e non obbligatoria, dall’altra, si evidenzia la necessità di adeguare tale indennità nel valore, allineandola il più possibile al mancato reddito percepito. Resta in piedi anche la questione della previsione di un unico ammortizzatore sociale per il settore, al netto dell’insostenibile ritardo con il quale si sta dando seguito alla norma della passata legge di bilancio che prevede l’estensione della Cisoa, Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli, alla pesca. Da ultimo, è importante prevedere il rifinanziamento del piano triennale della pesca, utile per rafforzare le competenze degli operatori del settore, pure in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e per diffondere una maggiore e più sostenibile consapevolezza anche fra i consumatori.

Sono definiti gli oneri posti a carico del bilancio statale (un miliardo) per il riconoscimento, nel 2023, di un emolumento accessorio una tantum da corrispondere, nella misura dell’1,5% dello stipendio, per tredici mensilità al personale statale in regime di diritto pubblico. Gli oneri per le amministrazioni diverse sono a carico delle rispettive amministrazioni. La recente sottoscrizione dei contratti collettivi di lavoro dei vari comparti del pubblico impiego riguarda il periodo 2019-2021. Il riconoscimento di una indennità una tantum serve quindi a compensare l’incremento del costo della vita, ma servono chiaramente le risorse per il rinnovo del triennio 2022-2024.

La soglia per la prestazione occasionale per la singola persona passa da 5mila euro a 10mila euro. Il contratto di prestazione occasionale può essere utilizzato anche nelle attività lavorative di natura occasionale svolte nell’ambito agricolo a carattere stagionale per un periodo non superiore a 45 giorni nel corso dell’anno solare. Il contratto di lavoro di prestazione occasionale è vietato per le aziende che hanno alle loro dipendenze più di dieci dipendenti (attuale limite a cinque dipendenti). Negli scorsi anni il lavoro occasionale si è sensibilmente ridotto, sia per quanto attiene alle imprese che per le famiglie. Molte imprese, evidentemente, hanno preferito indirizzarsi verso altre forme contrattuali, mentre per quanto attiene alle famiglie la preoccupazione è che ci sia stato uno scivolamento verso il sommerso. Si tratta di uno strumento che quindi può essere rivisto, con l’obiettivo di arrivare ad un equilibrio rispetto al passato, quando si registrò un utilizzo abnorme. Al netto delle modifiche introdotte con questo provvedimento, è opportuna l’apertura di un confronto con le parti, ad iniziare dall’agricoltura.

Infine per i lavoratori fragili pubblici e privati, il datore di lavoro dovrà assicurare lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, fino al 31 marzo, anche esercitando, se necessario, un’altra mansione.

Pensioni

Il tema è certamente di grande interesse e la Finanzia 2023 prevede quali interventi prioritari la proposta di pensione anticipata flessibile con quota 103 pari a 41 anni di contributi e 62 di età, un incentivo a rimanere. Opzione Donna, la rivalutazione degli Assegni e la proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2023, come tra l’altro richiesto dalla UGL, anche in vista di una stabilizzazione, poiché lo strumento, pur con i suoi limiti, copre comunque un bacino di beneficiari che, altrimenti, non avrebbe alternative.

Nello specifico “Quota 103” è una soluzione ponte per evitare l’incremento repentino dell’età di uscita per effetto del completo ripristino dell’articolo 24 della riforma Fornero. In prospettiva ciò è condivisibile, anche se sarebbe opportuno accompagnare l’iniziativa con altri strumenti capaci di intercettare meglio specifiche esigenze legate al settore produttivo, al tipo di mansione svolta prevalentemente, alle condizioni occupazionali e psico-fisiche personali e degli eventuali parenti assistiti. Se invece il lavoratore decide di rimanere in servizio, può rinunciare all’accredito contributivo relativo all’assicurazione generale obbligatoria e la quota a suo carico gli verrà interamente corrisposta. Si tratta di una disposizione già adottata in passato, in coincidenza con l’adozione della riforma Maroni delle pensioni.

La possibilità di anticipare l’uscita con lo strumento conosciuto come Opzione Donna è ammessa anche per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2022, con domanda entro il 28 febbraio 2023. L’UGL aveva chiesto di prorogare Opzione Donna, anche in un’ottica di stabilizzazione dello strumento che, riducendosi nel frattempo la componente ascrivibile al metodo di calcolo retributivo, diventa ad ogni anno che passa più interessante. Non convince, però, il fatto che siano state introdotte delle condizionalità molto stringenti; infatti il limite di età è stato portato a 60 anni, ridotti a 59 con un figlio e a 58 con 2, ma solo per le lavoratrici che siano in possesso, alternativamente, di specifici requisiti: quali l’assistenza del coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; abbiano un’invalidità civile uguale o superiore al 74%; siano lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo per la gestione della crisi aziendale.

Per il periodo 2023-2024, con riferimento alla rivalutazione dei trattamenti pensionistici si applicano i seguenti parametri: 100% per i trattamenti pari o inferiori a quattro volte il minimo INPS; per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo: 85% per quelli pari o inferiori a cinque volte; 53% per i trattamenti superiori a cinque volte e pari o inferiori a sei volte; 47% per i trattamenti superiori a sei volte e pari o inferiori a otto volte; 37% per i trattamenti pensionistici superiori a otto volte e pari o inferiori a dieci volte il trattamento minimo; 32% per i trattamenti superiori a dieci volte il minimo. Sulle pensioni di importo pari o inferiore al minimo, per il biennio 2023-2024, è riconosciuto un incremento di 1,5% per il 2023 e di 2,7% per il 2024. Le pensioni minime degli over 75 per il 2023 salgono a 597 euro mensili. La rivalutazione degli assegni pensionistici, cosiddetta perequazione, da sola non garantisce la tenuta del potere d’acquisto delle pensioni, in quanto, nella migliore delle ipotesi, garantisce una copertura parziale dell’inflazione. in prospettiva, la soluzione passa dalla revisione delle detrazioni per i redditi da pensioni, in linea con i redditi da lavoro dipendente.

Famiglia

Questa area di intervento è caratterizzata dalla revisione degli importo dell’Assegno Unico e del Congedo Parentale.

Nel particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2023, l’importo dell’Assegno Unico e Universale per i figli di età inferiore a un anno è incrementato del 50%; lo stesso incremento è riconosciuto anche ai nuclei familiari con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa fra uno e tre anni, con ISEE fino a 40mila euro. A decorrere dal 1° gennaio 2023, diventa strutturale la disposizione che riconosce l’assegno a prescindere dall’età in caso di disabilità. Il rafforzamento dell’assegno unico e universale è un provvedimento richiesto, alla luce delle difficoltà delle famiglie. Restano alcune criticità procedurali che derivano dall’aver messo insieme strumenti diversi, gli assegni familiari a richiesta con le detrazioni in automatico. Problemi si registrano con l’aggiornamento dei dati comunicati all’INPS.

L’indennità, riconosciuta ad entrambi i genitori, sale all’80% della retribuzione per la fruizione di un mese di congedo parentale fino a sei anni di vita del bambino.

Infine 18app, il bonus di 500 euro da spendere in cultura destinato a tutti i neo 18enni, ereditato dal Governo Renzi va in soffitta, non senza qualche strascico polemico, arriva un doppio binario per incentivare i neo maggiorenni ad andare al cinema o a teatro, o comprare libri: una “Carta della cultura Giovani” per i residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari con ISEE fino a 35mila euro, assegnata e utilizzabile nell’anno successivo a quello del compimento di 18 anni; e una ’Carta del merito’ per chi si è diplomato con 100 centesimi. Valgono 500 euro ciascuna e sono cumulabili.

Crescita e Territorio

Sono stanziate le risorse per la linea metropolitana C di Roma, per collegamento stabile, viario e ferroviario, tra la Sicilia e il continente, tale opera appare prioritaria e di preminente interesse, avendo una forte valenza, sia sotto il profilo dell’immagine del Paese che sul versante economico e sociale. Viene autorizzato l’avvio della realizzazione del terzo lotto costruttivo dell’intervento sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione, del nuovo asse viario Sibari – Catanzaro della strada statale 106 Ionica

La soglia per l’utilizzo di denaro contante passa da mille a 5mila euro.

Sanità

La dissennata gestione della crisi pandemica ne ha evidenziato tutte le criticità e i limiti. Ora si punta ad un incremento dell’indennità di pronto soccorso, ma risulta necessario evidenziare che è indispensabile uno sforzo ulteriore, aumentando la dotazione finanziaria, ma anche stabilizzando il personale a tempo determinato. Inoltre il livello del fabbisogno sanitario nazionale standard, a cui concorre lo Stato, è incrementato a fronte dei maggiori costi energetici, così come il fondo per l’acquisto di vaccini anti SARS-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19. Si tratta di una iniziativa in controtendenza rispetto alla riduzione – della quota spettante al settore fatta dal Governo Draghi in ambito PNRR.

Questo in sintesi, Si può affermare che la Finanziaria 2023 varata dal Governo Meloni, pur non rappresentando un punto di svolta rispetto al passato e anzi presentando numerosi elementi di continuità, contiene tuttavia, in nuce, alcuni aspetti interessanti e si dovrà vedere nel tempo se questo è buon auspicio per il futuro.

Si ringrazia Fiovo Bitti Responsabile Ufficio Studi UGL per aver messo a disposizione la relativa documentazione.

 

 

 

 

 

 

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