Elezioni europee: vietato disturbare i (soliti) manovratori

L’alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali potrebbe depotenziare la temuta avanzata sovranista e continuare a relegare l’euroscetticismo ai margini del Parlamento di Strasburgo. Col favore, in Italia, di una legge elettorale compiacente e di una Corte costituzionale simpatizzante

 

Mai come stavolta, ad animare paure e speranze dei soggetti politici appartenenti agli Stati dell’Unione europea è la competizione elettorale, di fatto già iniziata, che interesserà il prossimo 23-26 maggio 2019 il rinnovo del Parlamento europeo. Sarà quella, infatti, la prima occasione in quarant’anni – da quel lontano 10 giugno 1979, data delle prime elezioni europee a suffragio universale – nella quale le maggiori famiglie politiche continentali – socialisti e popolari – con ogni probabilità usciranno sensibilmente ridimensionate nei numeri e nelle rappresentanze istituzionali.

Oligarchia per popoli superflui

Intervista di Luigi Tedeschi a Marco Della Luna, autore del libro “Oligarchia per popoli superflui” Aurora Boreale 2018, pagg. 320 € 20,00 

 

 

 

 

 

 

1) Nel tuo libro si manifesta esplicitamente un profondo scetticismo riguardo alla reale possibilità di sussistenza di un ordinamento democratico. Infatti nel governo reale degli stati si impone sempre una oligarchia, con la falsa legittimazione democratica. Nel XXI° secolo ha avuto luogo una rivoluzione oligarchica, attuata dalle classi dominanti mediante la tecnologia avanzata e la conseguente manipolazione delle masse. Organismi sovranazionali oligarchici, sottratti al consenso democratico hanno esautorato la sovranità degli stati. L’ordine democratico è sempre eterodiretto da poteri oligarchici esterni ad esso.

R. Io non sono “scettico” circa la possibilità di un ordinamento democratico reale: dico che non ne è mai esistito alcuno e non vedo come potrebbe esistere. E il carattere elitario si fa tanto più forte, quanto più cresce la distanza tra gli strumenti tecnologici di punta in mano alla classe dominante e quelli disponibili alla popolazione generale. E oggi il grosso della ricerca scientifico-tecnologica avviene sotto il segreto militare o corporate. Ciò che cambia, sul finire del XXI° secolo, è che la popolazione nazionale diviene sempre meno importante per la produzione del potere e del profitto, dato che il profitto si produce sempre più con mezzi finanziari e non con la fabbricazione e vendita di beni reali a lavoratori-consumatori; e che la fabbricazione può essere delocalizzata liberamente nel mondo. Perciò le classi lavoratrici hanno perso molto potere di contrattazione e di conseguenza larghe fette di reddito, di diritti ai servizi, e di partecipazione alla vita pubblica. In questo senso affermo che la rivoluzione di fine secolo è stata che i popoli sono divenuti superflui.

Contro la Costituzione

Recensione al libro di Alessio Mannino, “Contro la Costituzione. Attacco ai filistei della Carta ‘48”, Circolo Proudhon, Roma, 2017, 11 euro

 

Recensire un libro che esplicita le sue intenzioni molto chiaramente fin dal titolo – Contro la costituzione. Attacco ai filistei della Carta ‘48 – ti pone di fronte a uno degli interdetti fondativi della Repubblica italiana. In effetti l’autore, Alessio Mannino, ha scritto un intenso pamphlet di polemica culturale, sottraendosi consapevolmente all’erudizione specialistica così come al conformismo intellettuale vigente nel nostro Paese. Il libro, volutamente provocatorio e dissacrante nei confronti del “Sistema Italia” e più in generale del mondo globalizzato, prende quindi spunto dagli articoli della Costituzione, analizzati in maniera esaustiva – ancorché sintetica – per una lettura libera e indipendente del nostro presente.

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